Medico rinomato di Gaza ucciso in un attacco delle IDF lo stesso giorno della messa in onda del documentario ‘Gaza: Medici sotto Attacco’ su Channel 4

Il Drammatico Impegno dei Medici a Gaza: La Tragica Perdita di Dr. Marwan al-Sultan

Nelle ultime settimane, la situazione a Gaza è diventata sempre più critica. Mentre Canal 4 trasmetteva il documentario “Gaza: Medici Sotto Attacco”, già rifiutato dalla BBC, un attacco aereo israeliano ha ucciso uno dei medici più senior della Striscia, il Dr. Marwan al-Sultan, noto cardiologo e direttore dell’Ospedale Indonesiano di Gaza. La sua morte, avvenuta nel suo appartamento a Gaza City lo stesso giorno della messa in onda del film, ha suscitato grande sgomento.

Il Dr. al-Sultan rappresentava la settantesima vittima tra il personale sanitario ucciso dagli attacchi israeliani negli ultimi cinquant giorni, secondo l’organizzazione palestinese Healthcare Workers Watch. Un familiare del medico ha comunicato che, insieme a lui, sono morti diversi membri della sua famiglia, inclusi la moglie, le figlie e il genero. La sua perdita è stata definita “catastrofica” per un sistema sanitario già decimato in un’area assediata.

In queste ore difficili, il Dr. Mohammed Abu Selmia, direttore dell’ospedale al-Shifa di Gaza, ha espresso il proprio dolore: “Siamo in grande shock e tristezza. Non può essere sostituito.” La notizia ha scosso l’intera comunità medica e la popolazione in generale.

Dall’inizio del conflitto, scoppiato dopo gli attacchi guidati da Hamas il 7 ottobre, i medici di Gaza hanno continuato a trattare pazienti senza accesso a condizioni igieniche adeguate, medicinali, elettricità o acqua. L’Ospedale Indonesiano, la più grande struttura medica a nord di Gaza City, è diventato una linfa vitale cruciale, ma ha dovuto chiudere a gennaio a causa dei bombardamenti ripetuti.

Quando le Forze di Difesa israeliane (IDF) sono state accusate di colpire ospedali e strutture mediche, hanno dichiarato di “regret any harm to uninvolved individuals” e hanno affermato di fare il possibile per “minimizzare i danni”. Tuttavia, l’articolo 18 della Convenzione di Ginevra stabilisce chiaramente che gli ospedali civili, le ambulanze e gli ospedali da campo non possono mai essere obiettivi di attacco. Le aggressioni intenzionali contro il personale medico non coinvolto in combattimenti sono anch’esse vietate dal diritto internazionale.

Le tensioni continuano a crescere. In aprile, le IDF hanno aperto il fuoco su ambulanze contrassegnate e auto dei pompieri con le luci lampeggianti. Nonostante ciò, hanno negato di aver attaccato casualmente i veicoli di emergenza, sostenendo di aver preso di mira “terroristi” in “veicoli sospetti”.

Attualmente, l’unico ospedale completamente operativo a Gaza è l’Ospedale Nasser, situato nel sud della Striscia. Le altre strutture sono state distrutte o operano a capacità minima a causa dei danni subiti e della perdita di personale medico. Il documentario di Channel 4 include anche riprese di dottori detenuti, i quali affermano di essere stati torturati dalle IDF, ma l’esercito israeliano ha negato queste accuse.

Secondo la ONG Medglobal, con sede negli Stati Uniti, oltre 300 operatori sanitari potrebbero trovarsi nelle prigioni israeliane. Negli ultimi giorni, gli attacchi israeliani hanno provocato la morte di 40 persone in tutta la Striscia, tra cui quattro bambini e sette donne, secondo il ministero della salute palestinese.

Oggi, Amnesty International ha lanciato accuse contro la controversa Gaza Humanitarian Foundation (GHF) – sostenuta da Israele e Stati Uniti – affermando che stia utilizzando tecniche di carestia contro i palestinesi per perpetrare un genocidio. Hanno condannato sia Israele che la GHF, che ha preso il controllo della distribuzione degli aiuti a Gaza, in sostituzione di una rete guidata dalle Nazioni Unite.

In risposta, il ministero degli Esteri israeliano ha affermato che Amnesty, “un’organizzazione britannica”, si sarebbe “alleata con Hamas” per “adottare bugie di propaganda”. Foto e video, insieme a rapporti ufficiali da parte di funzionari palestinesi e testimoni, mostrano le forze israeliane che aprono il fuoco su folle di persone vicino ai luoghi degli attacchi. Agnes Callamard, segretaria generale di Amnesty, ha dichiarato: “Questa devastante perdita di vite quotidiana, mentre disperati palestinesi cercano di raccogliere aiuti, è la conseguenza del loro mirato attacco da parte delle forze israeliane”.

Di fronte a questa crisi, ci si chiede quando la comunità internazionale prenderà misure significative per proteggere i civili e garantire la sicurezza degli operatori sanitari a Gaza. I diritti umani e la dignità di tutti i cittadini devono essere rispettati, indipendentemente dalla geopolitica.

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