Il Piano di Sadiq Khan per la Pedonalizzazione di Oxford Street in Pericolo
Il piano da 150 milioni di sterline di Sadiq Khan per vietare il traffico su Oxford Street potrebbe trovarsi di fronte a nuove minacce, dopo che i Conservatori hanno ripreso il controllo del Consiglio di Westminster. Paul Swaddle, il leader dei Tory nella zona, ha annunciato venerdì che intende istituire un fondo legale per opporsi ai progetti del sindaco, dopo aver vinto alle elezioni locali.
Il partito ha conquistato 32 seggi nel consiglio centrale di Londra, superando i 22 seggi dei Laburisti in un’elezione definita “al cardiopalma”. Swaddle ha descritto il risultato come “fantastico”, dichiarando al Local Democracy Reporting Service: “Né i Verdi né il partito Riformista hanno avuto successo, e entrambi hanno investito molte risorse. Per quanto riguarda Westminster, sono molto soddisfatto del risultato.”
Uno dei primi passi dei Conservatori sarà la creazione del fondo legale per bloccare la pedonalizzazione, che è stata criticata dallo stesso Swaddle mentre era all’opposizione. A febbraio, Khan aveva dato il via libera ai piani per riqualificare l’area, con i documenti del Municipio che preannunciano un divieto di traffico previsto per “estate 2026”.
Il progetto prevede la chiusura della parte ovest della famosa strada per lo shopping e il turismo, interdetta a auto, autobus e taxi, iniziando dall’Ikea a un’estremità e proseguendo fino a Selfridges dall’altra. In alcune fasce orarie, anche biciclette e monopattini sarebbero vietati, consentendo l’accesso soltanto nelle prime ore del mattino e a tarda notte.
Inoltre, l’area dovrebbe essere arricchita con più alberi, spazi verdi e aree di sosta per i cittadini, incluso un nuovo spazio eventi, come desiderato dal sindaco. Tuttavia, i consiglieri conservatori si oppongono al progetto, temendo che possa portare un aumento del traffico nelle strade circostanti, creando disagi per i residenti.
Quattro anni fa, il partito Laburista aveva vinto il Consiglio, segnando la prima volta nella storia del borough in cui erano riusciti a conquistarlo, che è stato principalmente sotto il dominio dei Conservatori. Gli avversari hanno cercato di fare della pedonalizzazione di Oxford Street un tema chiave dell’elezione, con candidati di Laburisti, Tory, Riformisti e Verdi che si sono presentati in tutti i 18 distretti dell’area.
Lo scorso mese, Swaddle aveva definito l’elezione un “referendum su Oxford Street”, affermando che l’allora consiglio Laburista “ha abbandonato il controllo, ha bloccato la supervisione e ha ignorato le preoccupazioni della comunità locale”. Ha aggiunto: “Un consiglio Conservatore combatterà per Oxford Street: proteggerà le linee degli autobus, garantirà un accesso senza barriere, richiederà trasparenza a Sadiq Khan e ascolterà le preoccupazioni locali.”
Sadiq Khan è stato contattato per un commento in merito alla situazione attuale. Questo sviluppa ulteriormente le tensioni politiche nella capitale britannica, dove le decisioni riguardanti la mobilità e il traffico sono sempre più sotto i riflettori. La questione della pedonalizzazione di Oxford Street non è solo una questione di trasporti; è emblematicamente legata a una visione più ampia della vita urbana, che cerca di bilanciare le esigenze di commercianti, residenti e turisti.
In un contesto cittadino dove l’impatto ambientale e la qualità della vita sono in prima linea, il piano di Khan avrebbe rappresentato una significativa trasformazione di una delle strade più emblematiche al mondo. La lotta politica intorno a questo progetto riflette una divisione più profonda nei valori e nelle priorità della comunità londinese.
La situazione attuale pone Londra in un crocevia cruciale: da un lato, la necessità di un ambiente urbano più sostenibile; dall’altro, le preoccupazioni legittime dei residenti sul traffico e l’accessibilità . Mentre il dibattito si intensifica e i gruppi politici si schierano, ciò che è certo è che Oxford Street rimarrà al centro dell’attenzione, non solo per il suo valore commerciale, ma come simbolo di un futuro urbano che cerca di conciliare progresso economico e responsabilità sociale.
#leggolondra


