La crisi degli affitti a Londra: Un fardello per i lavoratori essenziali
Le spese per l’affitto a Londra sono famosamente elevate, ma dati recenti rivelano che molti lavoratori essenziali devono affrontare una realtà ancora più difficile: per permettersi di vivere nella capitale, spesso necessitano di quasi due posti di lavoro a tempo pieno. Uno studio condotto da SpareRoom mette in luce che una persona che guadagna il salario minimo nazionale di £12,21 all’ora deve lavorare 63 ore settimanali per mantenere il pagamento dell’affitto al di sotto della soglia di sostenibilità, fissata al 30% del suo reddito.
Anche con l’aumento previsto del salario minimo nazionale a £12,70, le ore lavorative richieste calerebbero solo leggermente, a 60 ore settimanali. Al contrario, chi guadagna il salario minimo volontario di Londra, fissato a £14,80, deve comunque lavorare circa 52 ore alla settimana per coprire le spese di affitto tipiche.
Negli ultimi cinque anni, i costi degli affitti nella capitale sono aumentati del 37%. Matt Hutchinson, direttore di SpareRoom, ha sottolineato che per permettersi una stanza in media a £995 al mese, è necessario un reddito annuale lordo di circa £39.804. Questa cifra supera di gran lunga gli stipendi di molti lavoratori in prima linea, come gli assistenti agli asili, i quali attualmente destinano quasi la metà (49%) del loro reddito all’affitto.
Hutchinson ha evidenziato il ruolo cruciale che i lavoratori essenziali rivestono nel funzionamento della città e ha avvertito che lunghe e costose pendolarità verso le aree suburbane o comuni alla ricerca di alloggi più economici non rappresentano una soluzione sostenibile a lungo termine. “La domanda di affitti continua a crescere in città suburbane come Esher, Twickenham e Aldershot, mentre le persone si spostano sempre più lontano in cerca di affitti più convenienti”, ha dichiarato. “Tuttavia, lunghe e costose pendolarità non sono la risposta ai problemi abitativi della capitale, soprattutto per i lavoratori a bassa retribuzione che potrebbero lavorare ore lunghe o in orari antisociali.”
Un problema nazionale crescente
La crisi dell’accessibilità agli affitti non si limita a Londra; si sta diffondendo nel resto del Paese, diventando un problema nazionale che colpisce altre aree urbane. Secondo i dati pubblicati dall’Ufficio Nazionale di Statistica (ONS), i locatari in tutta l’Inghilterra ora spendono mediamente il 36,3% del loro reddito per l’affitto, superando la linea guida standard di accessibilità del 30%. A Londra, la situazione è ancora più grave, dove gli affittuari dedicano il 41,6% dei loro guadagni all’abitazione, con alcuni quartieri come Kensington e Chelsea che arrivano fino al 74,3%.
Inoltre, l’impennata dei prezzi degli affitti ha superato la crescita dei pagamenti ipotecari tra il 2022 e il 2025. Secondo Zoopla, gli affitti medi nel Regno Unito sono aumentati del 21%, equivalente a £221 al mese, mentre i pagamenti mensili delle ipoteche sono aumentati di circa £218 nello stesso periodo.
Il problema è amplificato da una ricerca di Shelter England, che conferma la lotta che affrontano i lavoratori essenziali. L’analisi rivela che l’affitto privato è irraggiungibile per le infermiere neolaureate in quasi la metà delle autorità locali dell’Inghilterra. A Londra e nel Sud Est, il problema è ancora più grave, con il 93% delle autorità locali che segnalano che gli affitti privati sono fuori portata per le nuove infermiere. Anche altri lavoratori chiave, come insegnanti e assistenti sanitari, affrontano sfide simili in termini di accessibilità, evidenziando un problema sistemico che minaccia la retention e il benessere del personale pubblico essenziale.
Proposte per una soluzione
Lo scorso anno, il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha proposto l’introduzione di case a affitto controllato chiamate ‘Key Worker Living Rent’. Questa iniziativa mira a stabilire gli affitti al 40% del reddito medio delle famiglie di lavoratori essenziali, consentendo un risparmio ai locatari di fino a £600 al mese rispetto agli affitti privati. L’obiettivo è di realizzare almeno 6.000 di queste abitazioni entro il 2030, offrendo opzioni abitative accessibili specificatamente destinate ai lavoratori essenziali.
La situazione degli affitti a Londra e nel resto dell’Inghilterra evidenzia un bisogno urgente di riforme. La lotta degli essenziali deve essere riconsiderata, affinché possano continuare a servire la comunità senza vivere una vita di sacrifici economici.
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