Marta Shahbazi, la scienziata di Cambridge morta nella tragedia ferroviaria in Spagna
La comunità scientifica britannica e spagnola piange la morte di Marta Shahbazi, ricercatrice e docente dell’Università di Cambridge, rimasta uccisa nel disastro ferroviario avvenuto mercoledì 28 ottobre sulla linea ad alta velocità tra Madrid e Siviglia. Aveva 41 anni, due figli piccoli e una carriera di primo piano nel campo della biologia molecolare.
Il bilancio provvisorio della tragedia è di almeno 69 morti. Le autorità temono che possa aggravarsi: decine di persone sono ancora ricoverate negli ospedali di Madrid, alcune in condizioni critiche. L’incidente si è verificato tra i centri di Los Yébenes e Urda, nella provincia di Toledo, dove un treno Renfe si è schiantato contro la parte posteriore di un convoglio Iryo. Secondo le informazioni diffuse, il treno Iryo era fermo sui binari.
Shahbazi si trovava, secondo le prime ricostruzioni, nella carrozza di testa del treno Renfe. Stando a quanto riportato, era in viaggio per ritirare un riconoscimento legato al suo lavoro quando è avvenuto lo scontro. Nata in Spagna, viveva a Cambridge con la famiglia. I suoi figli hanno tre e sette anni.
La notizia della sua morte è stata confermata sui social dal CiMUS, un istituto di ricerca spagnolo in medicina molecolare. Il centro ha espresso vicinanza alla professoressa MarÃa José Alonso, zia della ricercatrice, e ai suoi familiari. «La comunità del CiMUS desidera manifestare il proprio sostegno e le più profonde condoglianze alla nostra cara PI MarÃa José Alonso per la morte della nipote Marta Shahbazi nell’incidente ferroviario avvenuto il 28 ottobre», si legge nel messaggio.
Nel ricordo dell’istituto, Shahbazi era «una giovane ricercatrice brillante», responsabile di un gruppo di ricerca al Laboratory of Molecular Biology del Medical Research Council (MRC) e docente associata affiliata al Cambridge Stem Cell Institute dell’Università di Cambridge. Il CiMUS ha rivolto le proprie condoglianze anche ai colleghi e ai collaboratori della scienziata, augurando loro forza e conforto per affrontare una perdita definita «profonda».
La sua attività si svolgeva dunque tra istituzioni scientifiche di primo piano, nel Regno Unito e in Spagna. La notizia ha suscitato cordoglio in entrambe le comunità : da una parte l’ambiente accademico di Cambridge, dove viveva e lavorava; dall’altra i colleghi spagnoli, che hanno voluto ricordare il suo talento e la sua dedizione alla ricerca. Per la famiglia, al dolore della perdita si aggiunge quello di dover affrontare il lutto lontano dal luogo in cui la tragedia è avvenuta.
Intanto proseguono le operazioni sul luogo dell’incidente e gli accertamenti sulle cause. Le autorità hanno indicato una combinazione di problemi informatici e possibili errori umani. Il ministro dei Trasporti spagnolo, Óscar Puente, ha dichiarato che un guasto ai sistemi informatici, avvenuto mercoledì mattina, avrebbe bloccato sei treni sui binari, compresi i convogli Renfe e Iryo coinvolti nello scontro.
Secondo quanto riferito dal ministro, il centro di controllo avrebbe poi deciso di riprendere la circolazione, consentendo ai treni di viaggiare nuovamente senza limiti di velocità . Puente ha definito la decisione presa «in circostanze inspiegabili». Gli investigatori dovranno chiarire la sequenza degli eventi, stabilire come sia stato possibile che i due convogli si trovassero in quella situazione e accertare eventuali responsabilità . Le prime dichiarazioni ufficiali, dunque, non costituiscono ancora una ricostruzione conclusiva.
La tragedia è stata descritta come il più grave disastro ferroviario in Spagna dal 2013. Le immagini aeree diffuse dopo lo scontro mostrano i mezzi danneggiati e i soccorritori impegnati nell’area. Un passeggero sopravvissuto ha raccontato che una carrozza si era spezzata in due, una testimonianza che restituisce la violenza dell’impatto senza però chiarire, da sola, le cause dell’incidente.
La morte di Shahbazi è una delle tante vite spezzate nello scontro, ma il suo nome ha raggiunto anche il mondo accademico internazionale. Ricercatrice, docente e madre di due bambini, aveva costruito una carriera dedicata alla scienza. Mentre la Spagna attende risposte e le famiglie delle vittime affrontano il lutto, colleghi e amici ricordano una professionista stimata e una persona cara.
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