Teheran dichiara «organizzazioni terroristiche» la RAF e la Marina britannica
L’Iran ha designato la Royal Air Force (RAF) e la Royal Navy, le forze aeree e navali del Regno Unito, come «organizzazioni terroristiche», avvertendo che il governo britannico «si assumerà la responsabilità delle conseguenze». Teheran ha inoltre classificato il servizio segreto britannico MI6 come «gruppo ostile» e condannato quelle che definisce le politiche «anti-iraniane» di Londra.
La decisione è stata annunciata dal ministero degli Esteri iraniano, che l’ha descritta come una risposta alle azioni del governo britannico contro la Repubblica islamica nell’ultimo anno. La misura arriva dopo che, il 13 luglio 2026, il Regno Unito ha sottoposto il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (IRGC) alle disposizioni del proprio State Threats Act, la legge sulle minacce alla sicurezza nazionale.
Nella dichiarazione, il ministero iraniano ha accusato Londra di aver partecipato alla guerra contro l’Iran imposta, secondo Teheran, da Stati Uniti e Israele. In particolare, ha citato la concessione di basi e strutture militari e logistiche situate in territori sotto la giurisdizione britannica. La nota ha sostenuto che le nuove designazioni sono state adottate «in conformità con i principi del diritto internazionale e nel quadro del principio di reciprocità», aggiungendo che il governo britannico dovrà rispondere delle loro conseguenze.
La tensione si inserisce in un conflitto che ha coinvolto direttamente le forze britanniche. Dallo scoppio della guerra in Medio Oriente, militari del Regno Unito hanno contribuito ad abbattere droni di fabbricazione iraniana. La RAF ha intercettato più di cento velivoli senza pilota che, secondo le informazioni diffuse, puntavano contro forze britanniche e basi della coalizione.
Anche installazioni militari britanniche sono state prese di mira. L’Iran ha lanciato missili contro basi del Regno Unito a Diego Garcia e a Cipro. A marzo Londra ha inoltre inviato in Medio Oriente la nave da guerra HMS Dragon, destinata a partecipare a una missione internazionale per proteggere il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz, un passaggio strategico per la navigazione e il trasporto di energia.
Il coinvolgimento britannico nella crisi è emerso anche quando bombardieri statunitensi hanno utilizzato la base RAF di Fairford, nel Gloucestershire, per colpire obiettivi in Iran. Teheran ha richiamato questo tipo di sostegno militare e logistico nella propria motivazione, descrivendo il ruolo del Regno Unito come parte delle azioni ostili contro la Repubblica islamica.
La designazione britannica dell’IRGC, annunciata a luglio dalla ministra dell’Interno Shabana Mahmood, ha introdotto nuovi poteri per vietare il sostegno all’organizzazione. Il governo ha motivato l’intervento con le attività attribuite al corpo, comprese minacce di morte e intimidazioni sul territorio britannico. L’IRGC è una potente struttura delle forze armate iraniane e svolge un ruolo centrale nell’apparato di sicurezza del Paese.
La risposta di Teheran ha suscitato preoccupazione per le possibili ripercussioni sulla sicurezza del Regno Unito. Roger Macmillan, esperto britannico di antiterrorismo, ha avvertito che la decisione potrebbe «legittimare e incoraggiare» attacchi condotti da gruppi alleati o intermediari contro obiettivi britannici. Tra i possibili bersagli ha indicato infrastrutture della difesa e installazioni militari.
Macmillan ha osservato che l’effetto della minaccia non si limita a eventuali attacchi. «Può indurre nelle persone uno stato di paura, per ciò che pensano possa o non possa accadere», ha dichiarato. «Il terrore non riguarda soltanto gli atti: riguarda anche la paura». Il suo commento sottolinea come le dichiarazioni ufficiali possano accrescere il senso di insicurezza, anche in assenza di un attacco immediato.
Il ministero della Difesa britannico ha respinto con fermezza la decisione iraniana. Un portavoce ha dichiarato: «Rifiutiamo categoricamente questa designazione. Le Forze armate del Regno Unito continueranno a difendere i nostri cittadini, il nostro personale e i nostri interessi, lavorando a stretto contatto con alleati e partner».
Per ora, la dichiarazione di Teheran segna un nuovo inasprimento dei rapporti tra i due Paesi, già messi alla prova dalla guerra e dalle reciproche misure di sicurezza. Londra ha confermato che le proprie forze continueranno a operare con i partner internazionali; l’Iran, dal canto suo, ha presentato la designazione come una risposta legittima alle scelte britanniche. Restano da chiarire le conseguenze pratiche del provvedimento e l’eventuale impatto sui rapporti diplomatici e sulle attività militari nella regione.
#leggolondra


