Thomas Markle Senior, accuse relative a immagini di abusi sessuali su minori: lui respinge le contestazioni
Thomas Markle Senior, padre di Meghan Markle, sarebbe stato arrestato in una struttura di assistenza in Florida e incriminato dall’FBI per il presunto possesso di immagini di abusi sessuali su minori. Le accuse, riportate da Metro, non equivalgono a una condanna: Markle ha negato ogni addebito e ha definito le contestazioni «menzogne disgustose».
Secondo quanto riferito, le immagini illegali sarebbero state individuate in luoghi collegati all’uomo nelle Filippine e in Messico. Tra questi figurerebbe un deposito che Markle avrebbe affittato per circa vent’anni nei pressi della sua ex abitazione a Rosarito, in Messico. Le autorità filippine, inoltre, sarebbero «molto vicine» a presentare formalmente accuse nei suoi confronti, dopo il ritrovamento di materiale illecito nella sua casa di Cebu City il mese scorso.
Markle, che ha 82 anni, sarebbe stato trasferito in una struttura destinata a persone affette da demenza. Le informazioni disponibili non chiariscono quali siano, al momento, i prossimi passaggi giudiziari negli Stati Uniti o nelle Filippine. L’inchiesta, secondo la ricostruzione pubblicata, potrebbe estendersi anche ad altri luoghi: l’FBI si starebbe preparando a perquisire due ulteriori unità di deposito a Los Angeles, che sarebbero riconducibili a Markle. Gli investigatori sarebbero stati informati della loro esistenza dal figlio dell’uomo.
La vicenda si inserisce in una relazione familiare già da tempo segnata da una profonda frattura. Meghan si è allontanata dal padre anni fa, dopo che Thomas Senior era stato accusato di aver venduto alla stampa fotografie della famiglia. La distanza tra i due è diventata pubblica anche durante il periodo in cui Meghan è entrata nella famiglia reale britannica e ha sposato il principe Harry.
Un episodio precedente, riportato nel contesto delle nuove accuse, risale al gennaio 2019. In quel mese, secondo quanto riferito, un agente della Metropolitan Police incaricato della protezione della famiglia reale avrebbe consegnato a Meghan una lettera contenente accuse di abusi sessuali su minori rivolte al padre. La lettera sarebbe stata scritta da Roslyn Loveless, prima moglie di Thomas Markle, ormai deceduta.
Stando alla ricostruzione, il contenuto della lettera avrebbe spinto Meghan a valutare la possibilità di rendere pubbliche le accuse. L’agente, tuttavia, le avrebbe consigliato di non farlo. La stessa persona non avrebbe poi informato i superiori della lettera, lasciando all’oscuro sia alcuni importanti collaboratori della famiglia reale sia l’allora commissario della polizia metropolitana. Questi particolari sono stati riportati come elementi emersi sulla gestione della comunicazione interna e non costituiscono, di per sé, una valutazione giudiziaria delle accuse contro Markle.
La Metropolitan Police si è autosegnalata all’organismo indipendente di vigilanza sulle forze di polizia per la vicenda. L’iniziativa dovrebbe consentire di esaminare le modalità con cui la lettera fu ricevuta e trattata, compresa la mancata informazione ai livelli superiori. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sulle eventuali conclusioni dell’organismo di controllo.
Anche una presunta lettera privata di Meghan al padre è stata citata nei resoconti. In quel testo, la duchessa avrebbe scritto di sapere che lui era un abusante e gli avrebbe comunicato che non avrebbe mai incontrato i suoi nipoti, il principe Archie e la principessa Lilibet. La formulazione e il contesto della lettera sono stati riferiti da fonti giornalistiche; non è stata resa pubblica, nel materiale disponibile, una verifica indipendente del documento.
Le nuove accuse dovranno essere accertate dalle autorità competenti e, se necessario, dai tribunali. Fino a quando non saranno stabiliti i fatti e l’eventuale responsabilità penale, Markle resta presunto innocente. L’uomo ha respinto le contestazioni, mentre le indagini descritte coinvolgerebbero più giurisdizioni e luoghi, dagli Stati Uniti alle Filippine e al Messico.
Per Meghan, la notizia riporta al centro una vicenda familiare dolorosa e una rottura che dura da anni. Tuttavia, le accuse rivolte al padre e le decisioni della polizia britannica sulla lettera del 2019 sono questioni distinte: la prima riguarda le indagini sul presunto possesso di immagini illegali, la seconda il modo in cui una segnalazione sarebbe stata gestita dagli agenti. Entrambe richiedono cautela, verifiche e il rispetto delle procedure previste.
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