Ottanta Anni Dalla Nascita Dell’Era Nucleare: Abbiamo Imparato Lezione?
Sono passati ottant’anni dall’entrata del mondo nell’era nucleare. Ma abbiamo davvero imparato qualcosa dai pericoli che essa comporta?
“Non sentii alcun suono. Il mondo intorno a me divenne di un bianco accecante. Subito dopo, arrivò l’esplosione.” Queste sono le parole di Yoshito Matsushige, che viveva a Hiroshima, Giappone, nell’agosto del 1945. Si trovava a casa, quasi a due miglia dall’epicentro dell’esplosione, quando la prima bomba atomica detonò alle 8:14 del mattino.
Quella mattina di cieli sereni si trasformò in un cupo spettacolo di colore viola e grigio, segnando l’inizio di un periodo pericoloso nella storia dell’umanità: l’era nucleare. Pochi giorni dopo, una seconda bomba esplose a Nagasaki, a circa 250 miglia a sud. Furono distribuiti volantini di avviso su entrambe le città prima delle detonazioni, ma molti furono confiscati dalle autorità, lasciando la popolazione ignara degli orrori che li attendevano.
È trascorso un decennio da quel cambiamento epocale. I pochi sopravvissuti agli attacchi in Giappone stanno entrando nel crepuscolo delle loro vite e raccontano le loro testimonianze per garantire che gli orrori da loro vissuti non si ripetano mai più. Yoshito, scomparso nel 2005 all’età di 92 anni, lottò con le sue emozioni per catturare le uniche fotografie conosciute degli effetti di Hiroshima.
Oggi, a otto decenni di distanza da quelle esplosioni, si parla ancora di potenziali attacchi nucleari: una realtà inquietante. “I cittadini comuni sono sempre le principali vittime della guerra,” ha dichiarato il sopravvissuto di Nagasaki, Takato Michishita. “Cari giovani che non hanno mai vissuto le atrocità della guerra, temo che alcuni di voi possano dare per scontata questa pace conquistata con difficoltà.”
Hiroshima: 6 Agosto 1945 – 8:14
In un istante, migliaia di bambini divennero orfani. “Avevo appena finito di fare colazione e mi stavo preparando per andare al giornale quando è accaduto,” raccontava Yoshito. “Vide un lampo proveniente dai cavi interni, come se un fulmine avesse colpito. Non sentivo nessun suono. Il mondo intorno a me divenne accecante.” Si recò verso il ponte Miyuki, dove molte vittime, per lo più ragazze di scuole medie, si erano radunate dopo essere state evacuate dagli edifici.
Verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, gli Stati Uniti erano determinati a porre fine al conflitto con ogni mezzo necessario. La loro soluzione fu quella di sganciare due bombe nucleari, mai utilizzate prima nella storia umana, su Nagasaki e Hiroshima. Entrambe le città erano obiettivi strategici, essenziali per motivi militari e industriali: colpirle avrebbe costretto il Giappone alla resa.
All’epoca, 70,000 persone furono uccise all’istante a Hiroshima. Entro la fine dell’anno, il numero totale di decessi per avvelenamento da radiazioni e ferite superò le 150,000.
Fujio Torikoshi, che si trovava a poco più di un miglio dall’esplosione mentre faceva colazione con sua madre, raccontò di aver visto un “punto nero” nel cielo che improvvisamente esplose in una sfera di luce accecante. “Una raffica di vento caldo colpì il mio viso. Chiusi gli occhi e mi inginocchiai a terra. Quando ripresi i sensi, ero svenuto di fronte a un contenitore d’acqua di pietra.”
Nagasaki: 9 Agosto 1945 – 11:02
La notizia dell’attacco orrendo si diffuse in Giappone, ma la vera entità del danno non era ancora conosciuta. Quella mattina non ci furono allarmi aerei, ma Shigek Matsumoto, allora undicenne, ricordò di essersi nascosta con i fratelli in un rifugio per giorni. “Il cielo diventò di un bianco accecante,” disse. Fu sbattuta a terra, ignara di cosa fosse successo, finché non vide ondate di vittime ustionate avvicinarsi.
A Nagasaki, 40,000 persone morirono all’istante, con il numero totale che raggiunse circa 70,000 a causa delle ferite e dell’esposizione alle radiazioni. In totale, le bombe nucleari causarono la morte di circa 250,000 persone, lasciando migliaia di altri con condizioni a lungo termine.
Ottant’Anni Dopo le Bombe
Circa 100,000 sopravvissuti ai bombardamenti nucleari sono ancora in vita oggi. “È più importante che mai ascoltare i sopravvissuti rimanenti,” ha affermato Florian Eblenkamp, funzionario di advocacy dell’International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (ICAN). “Il loro messaggio è chiaro: queste armi devono essere abolite.”
Le armi nucleari e le minacce che comportano sono viste da molti come un’idea astratta. Florian sottolinea che, in questo 80° anniversario, dobbiamo ricordare che queste armi non sono solo deterrenti o pedine politiche. “Queste sono bombe che uccidono per generazioni e i cui effetti non si fermano ai confini nazionali.”
Le minacce nucleari non si fermano mai. Recentemente, la Russia ha emesso un avvertimento al mondo riguardo alla capacità di attacco nucleare. Gli esperti avvertono che il rischio di guerra nucleare è più alto che mai, e ci troviamo a un bivio critico. Dobbiamo decidere: è questo un modello stabile per la geopolitica internazionale, oppure è ora di affrontare la verità e respingere queste armi come troppo pericolose da gestire?
In una epoca in cui gli effetti delle armi nucleari sono reali e attuali, è essenziale non dimenticare le lezioni del passato.
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