I Segreti della Tomba Kasta: Un Progetto di Restauro nei Pressi di Amfipoli
Due sfingi senza testa vegliano sull’ingresso della tomba Kasta, un sito archeologico che sta rivelando i suoi segreti attraverso un progetto di scavo e restauro. Situata vicino ad Amfipoli, in Grecia, questa imponente struttura funeraria copre più di 20 acri e fu edificata nell’ultimo quarto del IV secolo a.C., all’incirca nello stesso periodo della morte di Alessandro Magno avvenuta nel 323 a.C. e delle lotte tra i suoi successori per il controllo dell’impero macedone.
La grandezza e il design elaborato del monumento hanno alimentato anni di speculazioni su chi potesse essere sepolto al suo interno. Alcune delle prime teorie suggerirono che potesse rappresentare la tomba di Alessandro stesso, prima che il suo corpo fosse trasportato ad Alessandria da Tolomeo I Sotere. Tuttavia, la maggior parte degli archeologi ha scartato questa possibilità, ritenendo più probabile che la tomba fosse destinata a un membro della cerchia ristretta o della famiglia di Alessandro.
Alcuni esperti hanno anche suggerito che il monumento mostri somiglianze con l’opera di Dinocrate di Rodi, l’architetto associato ai progetti edilizi di Alessandro. Amfipoli rivestiva un’importanza strategica durante le campagne di Alessandro, fungendo da base navale per le spedizioni in Asia e come punto di partenza per le operazioni militari in Tracia. Dopo la morte del sovrano, sua moglie Roxana e il loro figlio Alessandro IV di Macedonia furono imprigionati e assassinati in città.
Recentemente, il Ministro della Cultura greco, Lina Mendoni, ha visitato il sito per ispezionare i lavori di conservazione. “La Tomba Kasta è un monumento macedone unico e magnifico”, ha dichiarato. “Attraverso il completamento del lavoro di restauro della sua geometria e la rivelazione dell’intero recinto, ora mette in evidenza in modo chiaro la sua importanza storica e il suo valore”. La tomba rappresenta il più grande tumulo funerario scoperto fino ad oggi in Macedonia, con un diametro che supera i 140 metri, rispetto ai 110 metri della Tomba di Aigai, un aspetto che riflette chiaramente la sua unicità e grandezza.
Gli specialisti hanno già restaurato la camera funeraria e rimosso i sostegni metallici installati durante precedenti scavi, permettendo così di osservare l’interno per la prima volta in molti anni. Fuori dal tumulo, gli archeologi hanno completamente scoperto il perimetro della struttura, lungo 497 metri, per la prima volta nella storia.
Le autorità annunciano che la prossima fase del progetto prevede il reinserimento della monumentale porta di marmo della camera funeraria, seguito dal restauro delle sculture delle sfingi che un tempo proteggevano l’ingresso. Il costo totale del restauro è previsto supererà i 15 milioni di euro, finanziato in parte tramite programmi europei di sviluppo regionale. Le autorità greche sperano di riaprire il monumento al pubblico all’inizio del 2028, insieme a un nuovo museo e centro visitatori pianificato nei pressi del sito.
Durante la sua visita nella regione, la signora Mendoni ha anche ispezionato l’unico ponte in legno sopravvissuto dell’antica Amfipoli, risalente al V secolo a.C. e menzionato dallo storico Tucidide. I lavori di conservazione sul ponte sono stati completati con successo.
In sintesi, il progetto di restauro della Tomba Kasta rappresenta un’importante opportunità per scoprire e preservare un capitolo affascinante della storia macedone, svelando non solo i misteri di una delle figure più iconiche della storia, ma anche la ricchezza culturale di una regione che ha influenzato profondamente il corso della storia antica. Con l’auspicio di una riapertura nei prossimi anni, la Tomba Kasta si appresta a diventare un faro di storia, arte e cultura per le generazioni future.
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