Un Tragico Caso di Rabbia: La Storia di un Ragazzo di 11 Anni
Un ragazzo di undici anni è deceduto a causa della rabbia meno di tre settimane dopo essersi svegliato con un pipistrello posato sul naso e sulla bocca. Questa drammatica vicenda solleva interrogativi sull’importanza della prevenzione in caso di contatto con animali potenzialmente portatori di questa malattia mortale.
Secondo un rapporto, il bambino ha contratto il virus letale nonostante non vi fossero segni visibili di morso o graffi derivanti dall’incontro. Diciannove giorni dopo l’incidente, il ragazzo ha iniziato a manifestare sintomi tipici della rabbia, tra cui vomito, formicolio al viso e intorpidimento. Si è quindi recato al pronto soccorso, dove ha ricevuto cure di supporto, poiché non esiste una cura una volta che i sintomi si sviluppano.
I genitori del bambino – il cui nome non è stato reso pubblico – hanno scelto di condividere la storia del loro figlio per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla malattia. Questo caso rappresenta il primo decesso per rabbia in Ontario, Canada, dopo più di 50 anni.
L’Importanza della Prevenzione
Esperti del settore si augurano che un nuovo rapporto sulla morte del ragazzo, pubblicato nel Canadian Medical Association Journal (CMAJ), possa fornire indicazioni preziose per prevenire futuri decessi a causa della rabbia. La rabbia negli esseri umani è quasi sempre fatale, ma la profilassi post-esposizione (PEP), che prevede un ciclo di vaccinazioni e iniezioni di immunoglobulina antirabbica umana, può prevenire la morte se somministrata tempestivamente, prima della comparsa dei sintomi.
I pipistrelli sono i portatori più comuni di rabbia in Nord America, ma la malattia può essere trasmessa anche da procioni, puzzole e volpi. I pipistrelli presentano un rischio particolare, poiché graffi o morsi possono essere molto piccoli e difficili da notare.
Rischi Associati ai Pipistrelli
Il dottor Brian Hummel, co-autore del rapporto, ha sottolineato che “qualsiasi contatto diretto dell’uomo con un pipistrello – anche in assenza di un morso o graffi visibili – è indicativo di una necessità di PEP e dovrebbe essere discusso con le autorità sanitarie pubbliche”. Questo è particolarmente importante da considerare con l’avvicinarsi dei mesi estivi, periodo in cui gli incontri tra esseri umani e pipistrelli raggiungono il loro picco.
Chiunque possa aver avuto contatti con un animale selvatico potenzialmente portatore di rabbia dovrebbe cercare immediatamente attenzione medica. I pipistrelli potrebbero non mostrare segni classici della rabbia, rendendo ogni contatto diretto particolarmente a rischio.
Sintomi della Rabbia
Secondo il NHS, i sintomi della rabbia possono comparire da tre a dodici settimane dopo l’esposizione, ma possono manifestarsi anche dopo pochi giorni o addirittura mesi o anni. Una volta comparsi i sintomi, la malattia è quasi sempre fatale. Tra i sintomi principali ci sono:
- Intorpidimento o formicolio nella zona del morso o graffio
- Allucinazioni
- Ansia e nervosismo
- Difficoltà a deglutire o a respirare
- Paralisi
Il dottor Hummel, specialista in malattie infettive pediatriche presso l’ospedale pediatrico McMaster e l’Università di McMaster in Ontario, ha continuato affermando che “la rabbia è quasi sempre fatale, senza terapie efficaci stabilite, rendendo fondamentale la prevenzione”. Ha inoltre sottolineato che la PEP per la rabbia è altamente efficace se somministrata tempestivamente, in consultazione con le autorità sanitarie pubbliche, dopo qualsiasi contatto diretto con un pipistrello.
Storia della Rabbia nel Regno Unito
Dal 1924 ci sono stati 27 casi confermati di rabbia umana nel Regno Unito. Tutti tranne uno sono stati contratti all’estero, principalmente a causa di morsi di cane nel Sud Est asiatico o in Africa, prima che il paziente facesse ritorno in Gran Bretagna. L’unico caso recente di rabbia contratto nel Regno Unito risale al 2002, quando una persona autorizzata a maneggiare pipistrelli in Scozia è deceduta a causa di un virus simile alla rabbia.
Dal 1922, il Regno Unito è completamente libero dalla rabbia terrestre, quella trasmessa fra cani e volpi. La tragica storia di questo giovane ragazzo evidenzia ancora una volta l’importanza della prevenzione e della consapevolezza riguardo ai rischi associati al contatto con animali selvatici.
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