Londra, quattro condannati per una serie di rapine nei negozi di telefonia
Quattro membri di una banda criminale organizzata sono stati condannati per aver rapinato negozi di telefonia in diverse zone di Londra, sottraendo merce per un valore complessivo di circa 150.000 sterline. Le rapine, compiute in poco più di una settimana nel 2025, avevano preso di mira sei punti vendita delle catene Three e O2. Secondo quanto emerso in tribunale, gli aggressori intimidivano il personale prima di svuotare gli scaffali, portando via dispositivi costosi, tra cui iPhone.
I colpi sono stati messi a segno in negozi di Lewisham, Woolwich, Wood Green, Haringey, Sutton e Colliers Wood. Le indagini della Flying Squad, l’unità della Metropolitan Police specializzata nei reati di rapina più gravi e nelle indagini su furti di valore elevato, hanno permesso di identificare e rintracciare i responsabili.
Sammie Govera, 32 anni, Kevin Duarte, 29, e Louis Pandanzyla, 28, sono stati condannati insieme a un giovane che non può essere identificato per ragioni legali. Tutti e quattro sono stati riconosciuti colpevoli di associazione a delinquere finalizzata alla rapina. La sentenza è stata pronunciata dalla Croydon Crown Court.
Govera, indicato come il capo del gruppo, è stato condannato a 13 anni e sei mesi di carcere. Duarte dovrà scontare un anno e dieci mesi in un istituto per giovani detenuti. Pandanzyla ha ricevuto un ordine di libertà vigilata della durata di 18 mesi, che prevede anche 150 ore di lavori non retribuiti. Il quarto imputato è stato condannato a un provvedimento di riabilitazione con supervisione intensiva.
La banda è stata fermata dopo un’attività di sorveglianza condotta dalla Flying Squad. Un filmato, girato dalle telecamere indossate dagli agenti e diffuso dalla polizia, mostra il momento in cui gli investigatori intervengono mentre i sospettati stanno tentando di rapinare un negozio O2 a Sutton.
Le prove raccolte comprendevano immagini di videosorveglianza, dati telefonici e riscontri forensi. Secondo la polizia, l’incrocio di questi elementi ha consentito di ricostruire gli spostamenti degli indagati e collegarli ai diversi colpi, fornendo alla procura le prove necessarie per sostenere le accuse.
La detective chief inspector Laura Hillier, della Flying Squad, ha dichiarato che gli imputati facevano parte di un’organizzazione criminale che rubava telefoni per ricavarne un profitto, seminando paura tra il personale dei negozi. «Pensavano di poter terrorizzare i dipendenti, rubare i telefoni e sparire senza lasciare traccia. Si sbagliavano», ha affermato dopo la sentenza. «I nostri investigatori hanno lavorato rapidamente, mettendo insieme filmati, dati telefonici e prove forensi per individuarli e arrestarli».
Hillier ha aggiunto che le rapine ai danni di attività commerciali a Londra sono diminuite del 13 per cento, attribuendo il calo all’impegno costante della polizia nel perseguire e arrestare i responsabili. «Questo deve servire da monito: chi commette una rapina a Londra verrà trovato e portato davanti alla giustizia», ha dichiarato.
La vicenda si inserisce in un più ampio sforzo delle forze dell’ordine contro i furti di telefoni nella capitale. A settembre la Metropolitan Police ha annunciato l’arresto di oltre 700 sospetti e il recupero di centinaia di dispositivi ritenuti rubati, nell’ambito della più vasta operazione mai condotta dal corpo contro questo tipo di reato.
Gli agenti sono stati dispiegati nelle aree considerate più a rischio e hanno utilizzato diversi strumenti per individuare e fermare i sospettati, fra cui droni, biciclette elettriche ad alte prestazioni e sistemi di riconoscimento facciale in tempo reale.
I dati della polizia indicano che i furti e le rapine di telefoni cellulari sono scesi da 81.439 casi nel 2024 a 71.872 nel 2025. Anche nel 2026 il numero degli episodi risulta in diminuzione: tra gennaio e settembre sono stati registrati 44.064 reati, contro i 53.963 dello stesso periodo dell’anno precedente. La riduzione, pari a circa un quinto, corrisponde a quasi 10.000 vittime in meno nell’arco di nove mesi.
La polizia considera la diminuzione un segnale positivo, ma continua a concentrare le proprie attività nei luoghi in cui il rischio di furti e rapine è maggiore. Il caso dei negozi Three e O2, ha sottolineato la detective Hillier, dimostra che le indagini possono combinare sorveglianza, analisi dei dati e prove digitali per ricostruire anche una serie di colpi compiuti in tempi rapidi e in quartieri diversi.
Per il personale dei punti vendita coinvolti, le rapine non si sono limitate alla perdita di merce: secondo quanto riferito in tribunale, i dipendenti sono stati intimiditi mentre i ladri svuotavano gli scaffali. La condanna dei quattro imputati chiude il procedimento giudiziario e, nelle parole della polizia, ribadisce che chi prende di mira le attività commerciali della capitale non può contare di sottrarsi alle indagini.
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