La Russia cerca di rientrare nel Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite (UNHRC) dopo essere stata espulsa dall’organizzazione lo scorso aprile a seguito della sua invasione dell’Ucraina.
Il Consiglio ha espulso la Russia dopo aver convocato una sessione di emergenza l’anno scorso, con gli ufficiali che sostenevano che la mossa segnalasse la “ferma condanna della comunità internazionale alle azioni aggressive di Mosca verso uno Stato confinante”.
Ma ora i diplomatici russi stanno cercando di far eleggere nuovamente il loro paese al Consiglio per un nuovo mandato triennale.
Il voto, previsto per il prossimo mese, sarà considerato un test cruciale per la posizione internazionale della Russia dopo più di 18 mesi di isolamento sulla scena mondiale.
In un documento che esprime la loro posizione, visto dalla BBC, Mosca ha promesso di trovare “soluzioni adeguate per le questioni dei diritti umani” e ha affermato che impedirà al Consiglio di diventare “uno strumento che serve agli interessi politici di un gruppo di paesi” – un riferimento indiretto all’Occidente.
Con sede a Ginevra, l’UNHRC ha 47 membri, ciascuno eletto per un mandato di tre anni.
Le prossime elezioni, previste per il 10 ottobre, vedranno la Russia competere con l’Albania e la Bulgaria per i due posti nel Consiglio riservati ai paesi dell’Europa centrale e orientale.
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