La crisi delle crociere a Dubai: turisti bloccati dall’embargo dell’Iran
Recentemente, una crociera a Dubai si è fermata a causa del blocco dell’Iran nello Stretto di Hormuz. Questa situazione ha messo in difficoltà migliaia di turisti europei intrappolati nei porti del Golfo, ben lontani dalle lussuose vacanze che si erano immaginati.
Un passeggero, intervistato dal quotidiano tedesco Bild, ha descritto l’atmosfera tesa a bordo, affermando: “Molti passeggeri, comprese numerose famiglie con bambini, iniziano a perdere la calma. Nessuno sa come o quando riusciremo a uscire di qui.” L’ansia cresce mentre i passeggeri si chiedono per quanto tempo dovranno rimanere bloccati senza cibo e acqua.
Darren Lee, un passeggero di Manchester, si trova attualmente bloccato insieme alla sua famiglia sulla nave MSC Euribia. Ha raccontato al Daily Mail che la nave è circondata da esplosioni. “Abbiamo sentito alcuni boati, probabilmente dovuti all’intercettazione di razzi e droni,” ha spiegato Lee. La sua preoccupazione primaria, tuttavia, non è tanto il conflitto in corso, quanto il timore di non riuscire a tornare a casa.
“Emirates ha circa 5.000 voli al giorno, ma non operano da tre o quattro giorni, quindi ci sarà un enorme arretrato,” ha aggiunto, manifestando la consapevolezza della gravità della situazione. MSC Euribia, attualmente ormeggiata nel porto di Dubai, è soggetta a severe misure di sicurezza, e tutti i viaggi verso zone di guerra sono impossibili da assicurare.
Anche le navi Celestyal Journey e Celestyal Discovery hanno visto cancellate le loro partenze e sono mantenute sotto sorveglianza. Lesley Ballantyne, una passeggera scozzese, ha raccontato a CNN Travel che, sebbene abbiano sentito forti esplosioni e visto missili intercettati, l’intrattenimento a bordo sta continuando. Lunedì sera, i passeggeri hanno partecipato a una festa, indossando abiti bianchi e godendo della musica e del cibo, in un tentativo di distrarsi dalla tensione.
“Siamo letteralmente bloccati e non possiamo andare da nessuna parte, quindi avere l’opportunità di distrarci è davvero prezioso,” ha detto Ballantyne. Tuttavia, è consapevole che la situazione potrebbe cambiare all’improvviso e sente anche compassione per le persone direttamente colpite dal conflitto.
Il settore crocieristico, che stava vivendo un picco nella stagione invernale, ora si trova di fronte a una paralisi tecnica che supera la semplice cancellazione degli itinerari previsti. Le compagnie devono rivedere non solo la sicurezza dei loro ospiti e membri dell’equipaggio, ma anche la fattibilità delle loro strutture logistiche. L’industria attende corridoi sicuri che permettano l’evacuazione o il riposizionamento delle flotte in acque internazionali meno rischiose.
Fino ad ora, oltre 1.000 cittadini britannici sono tornati nel Regno Unito grazie a voli commerciali dagli Emirati Arabi Uniti. Ulteriori otto voli britannici sono previsti per oggi; tuttavia, non ci si aspetta un’evacuazione di massa delle circa 130.000 persone registrate in Medio Oriente. Alcuni voli commerciali operano ancora da Dubai e Abu Dhabi, ma la maggior parte è stata cancellata a causa delle restrizioni sullo spazio aereo.
Un portavoce di Celestyal Cruises ha dichiarato: “Attualmente, in linea con le istruzioni delle autorità locali, non possiamo sbarcare gli ospiti. Stiamo lavorando a stretto contatto con le autorità competenti e inizieremo lo sbarco a Dubai appena riceveremo il permesso.” Hanno anche promesso supporto ai passeggeri per facilitare il trasferimento verso l’aeroporto di Abu Dhabi.
La situazione in Iran è critica, con oltre 1.045 persone uccise, secondo la Fondazione dei Martiri e degli Affari dei Veterani. In Israele, gli attacchi hanno causato undici morti e più di settanta in Libano, con sei soldati statunitensi uccisi. Questo scenario mette in luce che, in tempi di guerra, non ci sono vincitori e l’incertezza per il futuro persiste, sia per i passeggeri che per chi vive sui luoghi colpiti dal conflitto.
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