Tragedia in mare: il salvataggio di 14 marinai dalla nave Rona nella Caspian Sea
Quattordici marinai sono stati salvati da una nave mercantile battente bandiera iraniana che stava affondando nel Mar Caspio. La nave, conosciuta come Rona, è lunga 115 metri ed era diretta verso la Russia, come confermato dal sito MarineTraffic.com.
Un comunicato stampa del governo del Turkmenistan ha riportato che la Rona ha lanciato un SOS al largo della sua costa. Un portavoce del governo ha dichiarato: “Il 14 gennaio 2026, i servizi della Guardia Costiera del Turkmenistan hanno ricevuto il segnale di emergenza dalla nave cargo iraniana Rona, che stava affrontando difficoltà nel Mar Caspio”.
Il portavoce ha aggiunto che “le agenzie governative del Turkmenistan, responsabili della risposta alle emergenze e della prevenzione, hanno adottato tutte le misure necessarie per salvare le persone a bordo, in conformità con le normative marittime internazionali”. Grazie a una risposta tempestiva, tutti e 14 gli individui a bordo sono stati recuperati. Secondo le informazioni preliminari, si tratta di cittadini iraniani e indiani.
Al momento, le autorità turkmene stanno intraprendendo tutte le procedure pertinenti in conformità con le norme internazionali. Foto diffuse sui social mostrano la grande nave circondata da scialuppe di salvataggio con bandiere iraniane che sembrano affondare sotto le onde. Dall’upper deck della Rona proviene una densa nube di fumo, segno che la situazione era critica.
Tra ottobre 2024 e dicembre 2025, la nave cargo Rona ha effettuato almeno 20 viaggi verso i porti di Astrakhan, Makhachkala e Azov, salpando dai porti iraniani di Amirabad e Anzali. Il Mar Caspio è un’importante via di navigazione per le spedizioni dirette in Russia.
Non molti giorni prima del drammatico salvataggio, le forze ucraine avevano colpito tre piattaforme di perforazione russe appartenenti a Lukoil, uno dei maggiori produttori di petrolio della Russia, nella stessa area di mare. Le piattaforme V. Filanovsky, Yuri Korchagin e Valery Graifer, colpite dall’Ucraina, sono utilizzate dalla Russia per l’estrazione di petrolio e gas.
La dichiarazione relativa agli attacchi riporta: “I colpi diretti sono stati registrati. Stiamo valutando l’entità dei danni”. Queste piattaforme, secondo le Forze Speciali ucraine (SSO), riforniscono di carburante l’esercito russo, e i bombardamenti sono avvenuti nella notte dell’11 gennaio.
Questa notizia è in fase di sviluppo e ulteriori aggiornamenti seguiranno. La situazione nel Mar Caspio continua a essere monitorata dalle autorità marittime e dagli organismi di emergenza, mentre si attende la completa valutazione dei danni subiti dalla Rona e dalle piattaforme di Lukoil.
Il rapido intervento dei servizi di emergenza del Turkmenistan ha messo in luce l’importanza di una pronta risposta in situazioni di crisi in mare. Salvare vite umane rimane la priorità assoluta, e la collaborazione tra i vari stati e le organizzazioni internazionali è fondamentale per la sicurezza marittima.
Questo evento tragico non solo evidenzia i pericoli della navigazione nel Mar Caspio, ma dimostra anche le tensioni geopolitiche in corso nella regione. Con le forze ucraine che continuano a lanciare attacchi contro gli interessi russi, l’attenzione del mondo rimane alta su questa area strategica.
In attesa di ulteriori dettagli sul salvataggio e sull’operazione di soccorso, il pensiero di tutti va ai marinai coinvolti e alle loro famiglie, con la speranza che tali incidenti possano essere evitati in futuro attraverso una maggiore regolamentazione e interventi di sicurezza in mare.
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