La ‘memeizzazione’ della Terza Guerra Mondiale rivela una verità preoccupante sulla società

La Controversia dei Contenuti su TikTok: L’ironia nel Tempo della Guerra

In un mondo in cui tutto è diventato contenuto, anche le paure esistenziali legate a un possibile terzo conflitto mondiale sembrano essere oggetto di intrattenimento. Con il cessate il fuoco tra Israele e Iran che mostra segni di cedimento e la carestia che incombe su Gaza, dove oltre 400 palestinesi sono stati uccisi in fila per il cibo, una nuova e inquietante tendenza sta invadendo i social media.

I video di “shopping pre-draft”, le riflessioni su “Perché non posso essere arruolato nella terza guerra mondiale” e le battute su un “estate nucleare” sono solo alcuni esempi dei contenuti che circolano su TikTok, tutti progettati per ottenere il massimo coinvolgimento. Talia Fawaz, un’influencer con oltre 730.000 follower, ha condiviso un video in cui mostra idee per outfit da indossare in caso di guerra, affermando che “questo è il mio meccanismo per affrontare la situazione”.

Un altro creatore, con oltre 21.000 follower, ha pubblicato un clip di se stessa mentre mangia caviale, commentando: “Godendo il mio pasto prima di dover mangiare cibo in scatola”, accompagnato dall’hashtag #WW3. Entrambi i video hanno accumulato centinaia di migliaia di visualizzazioni, ma non tutti sembrano trovare il contenuto divertente.

Sotto il video di Talia, un commento recitava: “Non posso credere che siamo arrivati a un punto in cui le persone stanno morendo e l’incertezza regna, e noi ci connettiamo online per vedere altri che ne fanno una battuta. Non è un ‘meccanismo di coping’, è mancanza di empatia e buon senso. Cresci”. Un altro commento ribadiva: “Non è divertente farne una barzelletta. Parlate almeno di ciò che sta accadendo in Palestina e Iran”.

Questa situazione riflette un crescente malessere tra coloro che sono colpiti dai conflitti in Medio Oriente. Salma Shawa, una creatrice di contenuti nata a Gaza e attualmente negli Stati Uniti, è tra coloro che hanno criticato questa tendenza. Ha spiegato che spesso i video che prendono in giro la guerra provengono da persone lontane dalla realtà del conflitto. “Di solito si tratta di persone privilegiate, che hanno tempo per pensare a battute frivole mentre a Gaza la gente viene uccisa dai cecchini mentre cerca di procurarsi del cibo”, ha affermato.

Salma ha sfidato i creatori a immaginare cosa significhi vivere sotto attacchi aerei. “Questi contenuti distraggono dalla vera sofferenza, trasformandola in meme e battute”, ha aggiunto. Anche una donna iraniana che vive a Londra ha affermato che questo tipo di contenuto è “ignorante della realtà”, sottolineando che solo chi non ha conosciuto le conseguenze di una guerra può scherzare su un altro conflitto globale.

C’è una netta differenza generazionale su come le persone ricevono le notizie: secondo un rapporto di Ofcom del 2024, nove giovani su dieci (88%) tra i 16 e i 24 anni usano fonti online per informarsi. TikTok è diventato sempre più popolare, raggiungendo l’11% degli adulti nel Regno Unito, rispetto all’1% nel 2020.

La psicologa britannica Emma Kenny ha spiegato che i contenuti cosplay che vediamo su TikTok sono la reazione della Gen Z a una catastrofe imminente. Secondo la “Terror-Management Theory”, quando la mortalità viene messa in evidenza, le persone cercano di trovare conforto attraverso l’umorismo, il senso di appartenenza e una sensazione di controllo. “Le battute possono aiutare le persone a ridere per tornare in equilibrio”, ha aggiunto.

Visti attraverso una lente psicologica, contenuti come “Prepariamoci per la WW3” e meme sugli outfit possono essere interpretati come un gioco di ruolo su una tragedia. “È come un provino sicuro del caos, che trasforma la paura in cosplay”, ha commentato Emma.

Sebbene l’umorismo possa offrire conforto in tempi terribili, comporta anche dei rischi. “Il rischio, ovviamente, è la desensibilizzazione morale”, avverte Emma. “L’esposizione ripetuta a titoli traumatici può indebolire la risposta emotiva, spingendo il pubblico a disimpegnarsi o a deridere ciò che un tempo lo ha scioccato”.

In un mondo in cui il conflitto continua a trascinarsi, è importante ricordare ciò che ci rende umani. Come afferma Emma, “l’ironia diventa armatura, e l’empatia rischia di esaurirsi”.

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