La Controversia del Quotidiano Metropol in Ungheria: Un Invito Inopportuno alla Fotografia delle Donne in Gonna
Un quotidiano ungherese ha suscitato un’ondata di indignazione invitando i lettori a inviare fotografie di donne che indossano gonne, specificando che "più corte sono, meglio è". Questa campagna, pubblicata in una doppia pagina mercoledì dal quotidiano Metropol, ha sollevato interrogativi sulla privacy e sul rispetto verso le donne.
Le immagini, apparentemente scattate di nascosto di donne che viaggiavano in metropolitana, sono state interpretate come un’invasione disturbante della sfera personale. Molti critici temono che tale iniziativa possa incoraggiare ulteriori forme di molestie nei confronti di donne e ragazze. La risposta online è stata poderosa, in particolare tra gli utenti di TikTok in Ungheria, che hanno etichettato l’operazione di Metropol come "sessista".
Sophie Klein, un’artista di crochet di Budapest, è una delle donne che ha risposto alla provocazione. L’attrice ha postato un video in cui indossa una gonna corta mentre tiene in mano una copia del giornale. Nel video ha commentato: "Io ogni giorno da quando il più grande quotidiano pro-governativo dell’Ungheria ha chiesto ai lettori di inviare foto di ragazze in gonne corte, sotto il motto ‘più corte sono, meglio è’". Sophie ha poi aggiunto ironicamente che il quotidiano si presenta come conservatore e difensore dei valori familiari.
Sophie ha poi condiviso con i media le sue preoccupazioni riguardo alla campagna di Metropol, sostenendo che stia "alimentando" il fenomeno delle molestie sessuali. Ha infatti dichiarato: "Ciò che mi sorprende è che uno dei maggiori giornali finanziati dallo Stato nel paese stia dando, in un certo senso, il permesso alle persone di fotografare sconosciuti, oltre a sessualizzare ragazze e donne adulte semplicemente perché indossano gonne corte".
A Brooklyn, la Klein ha anche appreso che alcuni genitori hanno cominciato a consigliare alle proprie figlie di non indossare gonne corte, per evitare di essere fotografate. Aggiungendo un commento sulla temperature, ha lamentato: "Oggi ci sono oltre 30°C – il caldo è insopportabile".
Sophie, che precedentemente viveva a Berlino e è tornata a Budapest due anni fa, ha notato che le molestie in strada in Ungheria sono "molto più socialmente accettate". Ha affermato che "la gente sembra non avere paura di molestarti per strada", e ammette che ci è voluto del tempo per abituarsi a tale realtà. Prima della pubblicazione dell’articolo, confessava già di sentirsi a disagio nell’indossare gonne in pubblico. Tuttavia, ha espresso il desiderio di non essere controllata né dalle sue insicurezze personali né da Metropol.
Sophie ha sollevato un altro punto critico sul fatto che le donne le cui foto sono state pubblicate non avevano dato il loro consenso. Anche se i loro volti non erano visibili, ha sottolineato che rimaneva comunque molto inquietante.
Di fronte a questa ondata di critiche, Metropol ha provato a rimuovere qualsiasi traccia della storia dal proprio sito e dai social media, ma gli screenshot sono già circolati online per giorni.
Sophie ha quindi collegato questa situazione a una cultura di misoginia istituzionale più ampia in Ungheria, dove i diritti delle donne vengono sistematicamente sottovalutati. Sotto la guida del premier Viktor Orbán, il paese ha fatto passi indietro sui diritti delle donne, smantellando protezioni di genere, escludendo le donne dal campo politico e cementando una visione conservatrice della famiglia che lascia poco spazio alle libertà individuali, come l’aborto.
Orbán si è presentato come un difensore dei valori tradizionali sulla scena mondiale, trovando consensi tra politici affini in Europa e negli Stati Uniti, come Vladimir Putin e Donald Trump. L’indice di uguaglianza di genere del 2024 ha classificato l’Ungheria al 26° posto su 27 stati membri dell’UE in base alle sue performance globali, risultando ultima anche nel dominio dell’uguaglianza di genere nelle posizioni di potere politico ed economico.
Un sondaggio dell’UE pubblicato a novembre ha rivelato che il 55% delle donne ungheresi ha subito violenze di genere in un momento della propria vita, e l’8% sta attualmente vivendo in una relazione abusiva.
Metro ha contattato Metropol per un commento ufficiale sulla questione. L’argomento rimane caldo tra la popolazione, con molte donne che chiedono una maggiore protezione e rispetto nei luoghi pubblici.
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