Tattiche di guerriglia e le tensioni in Venezuela
Con il crescente deterioramento delle relazioni tra il presidente venezuelano Nicolás Maduro e l’ex presidente americano Donald Trump, emergono timori su un potenziale conflitto tra Venezuela e Stati Uniti. Si riporta che l’esercito venezuelano potrebbe prepararsi a utilizzare tattiche di guerriglia nel caso in cui gli Stati Uniti tentassero un’invasione terrestre del paese.
Negli ultimi mesi, abbiamo assistito a un aumento delle tensioni, con numerose navi da guerra e unità della guardia costiera americane radunate nel Mar dei Caraibi. Sebbene l’esercito statunitense superi nettamente quello venezuelano in termini di numero, ci sono modalità attraverso le quali le forze di Maduro potrebbero ostacolare un’invasione. La guerriglia potrebbe essere attuata da paramilitari e cittadini locali, con il fine di sabotare i movimenti delle forze americane sul territorio.
Se queste manovre non dovessero portare risultati, il concetto di “anarchizzazione” potrebbe portare al caos nelle strade di Caracas, rendendo così il Venezuela “ingovernabile” per qualsiasi forza straniera. Come ha dichiarato il dottor Carlos Solar, ricercatore senior in Sicurezza dell’America Latina presso RUSI, la possibilità di utilizzare tali tattiche esiste, ma se gli Stati Uniti dovessero avere successo nei loro attacchi, molti reparti dell’esercito venezuelano potrebbero non essere disposti a continuare a combattere.
Secondo Solar, le guerriglie di solito mantengono viva la loro lotta grazie ad accessi sicuri ad munizioni e rifornimenti, ma questa situazione è difficile da visualizzare nel contesto attuale dell’esercito venezuelano. Ha aggiunto che, per quanto possa sembrare che Maduro abbia un esercito pronto a combattere, questa potrebbe essere una strategia comunemente adottata dai dittatori per mobilitare le masse.
Nonostante la consapevolezza del rischio di un conflitto con una superpotenza militare, molti venezuelani stanno vivendo condizioni di vita estremamente difficili da oltre un decennio. La crisi economica e politica del Venezuela, iniziata nel 2010, ha visto il prezzo dei generi alimentari schizzare in alto, con un aumento del 548% solo quest’anno. I cittadini sono preoccupati, molti vivono nel silenzio della paura di ritorsioni, tanto che una lavoratrice ha dichiarato: “Ora non scrivo più nulla sui social media perché non so chi potrebbe denunciarmi.”
Altri hanno espresso la loro frustrazione e il desiderio di cambiamento, anche se in un clima di paura. Barbara Marrero ha dichiarato: “Stiamo tutti aspettando qualcosa di giusto e necessario, ma tutti hanno paura e non dicono nulla.” La situazione è complessa, e non sorprende che panaffrontare una potenziale invasione possa sembrare spaventoso, specialmente in un contesto di crisi interna.
In termini di capacità militari, il Venezuela possiede sistemi missilistici Buk M2E di origine russa, sebbene la sua forza militare attiva conti circa 109.000 uomini. Tuttavia, le forze paramilitari, composte da miliziani locali, superano di gran lunga queste cifre. La carenza di armi moderne, per lo più di fabbricazione russa e risalenti a decenni fa, rappresenta un serio ostacolo per Maduro. Ci sono già rapporti che indicano che Maduro ha schierato migliaia di missili Igla forniti dalla Russia, predisponendosi per attacchi improvvisi.
Il Venezuela è alleato con paesi come Russia, Cina, Iran, Turchia, Siria e Cuba, e secondo quanto riportato dal Washington Post, Maduro ha chiesto loro equipaggiamenti militari a causa dell’aumento della minaccia rappresentata dagli Stati Uniti. Tuttavia, finora nessuno di questi alleati ha fornito assistenza concreta, lasciando Maduro con armamenti obsoleti.
In conclusione, mentre l’ombra di una potenziale invasione statunitense aleggia sul Venezuela, il paese deve affrontare non solo la minaccia esterna, ma anche l’instabilità interna che compromette la sua capacità di resistere. I cittadini, nonostante le loro speranze di un futuro migliore, vivono in un clima di incertezza e paura, rendendo la situazione estremamente delicata.
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