Un Costruttore Accusato di Furto di un Banksy: La Sua Versione dei Fatti
James Love, un costruttore di 54 anni, ha negato di essere stato l’autista che ha aiutato un amico a scappare con un prezioso dipinto di Banksy, del valore di 270.000 sterline. La polizia ha raccolto prove da telecamere di sicurezza, che mostrano Love mentre aiuta un amico a caricare l’opera, “Girl with the Balloon”, in un furgone.
Secondo il racconto di Love, la sua intenzione non era quella di rubare l’opera, ma di riporla in un blocco di appartamenti con l’intenzione di restituirla alla galleria. Ha spiegato di aver nascosto il dipinto proprio per evitare che l’amico, Larry Fraser, riuscisse a portarlo via.
Fraser, 48 anni, ha già confessato di aver sfondato le porte di vetro della Grove Gallery a Fitzrovia, Londra, portando a termine un furto in soli 30 secondi, lo scorso 8 settembre. Durante il processo presso la Kingston Crown Court, sono stati mostrati video ai giurati, che ritraggono Love mentre si avvicina alla galleria poco dopo il furto.
Nel filmato, Fraser viene visto mentre esce con il dipinto e Love lo aiuta a salire sul furgone. Love ha affermato di essersi reso conto solo in quel momento di cosa fosse accaduto. “Quando l’ho visto davanti a me, ho pensato: ‘Che diavolo ha lì?'”, ha dichiarato. Fraser, tuttavia, si giustificò dicendo che doveva farlo perché aveva un debito di droghe.
Love ha raccontato di essersi arrabbiato e di aver iniziato a urlare insulti verso Fraser subito dopo aver lasciato la scena. “Non so perché, non stavo ragionando bene – pensavo solo alla mia famiglia, ero convinto di essere nei guai, con le telecamere,” ha aggiunto.
Nonostante il suo coinvolgimento, Love ha sottolineato di aver riposto il dipinto in un armadietto chiuso a chiave di una proprietà che gestiva affinché Fraser non potesse accedervi. Secondo il suo racconto, l’intenzione era di ricondurlo alla galleria. La polizia è riuscita a rintracciare l’opera grazie a una mappa e alle indicazioni fornite da Love durante il suo primo intervento in tribunale.
Quando gli è stato chiesto perché avesse messo il dipinto nell’armadietto, Love ha risposto: “Perché Fraser non poteva averlo. L’avrebbe portato via e sarebbe andato perso”. Ha aggiunto di conoscere Fraser da 20 anni, e che solitamente egli si occupava di lavori di bassa lega per lui come rimuovere tappeti o pavimenti.
Durante il controinterrogatorio, il procuratore Philip Stott ha affermato che Love lo aveva persuaso a svolgere un lavoro “diverso”, ossia rubare un’opera di Banksy per lui. “Un tipo di lavoro sporco diverso,” ha detto.
I giurati hanno anche esaminato i movimenti bancari che mostrano piccole somme di denaro che Love ha inviato a Fraser nel tempo, di solito attorno alle 20 sterline, ma fino a 200 sterline nel giorno del furto. Love ha insistito sul fatto che si è trattato di un errore, spiegando di aver voluto trasferire solo 20 sterline e di aver aggiunto uno zero per sbaglio. “Ero in panico, la vista mi aveva tradito – da allora ho iniziato a portare gli occhiali”, ha detto.
L’accusa ha poi fatto notare delle contraddizioni, evidenziando come Love avesse dato un’importante somma di denaro a Fraser per aiutarlo a “liberarsi” del dipinto. “La tua storia non ha senso, non c’è motivo per te di trasferire a Fraser 20 o 200 sterline, a meno che tu non lo stia pagando per il suo ruolo nel furto e per il successivo silenzio”, ha affermato il procuratore.
Infine, è emerso che il furto era avvenuto in prossimità del 50° compleanno della compagna di Love, il cui nome è Heart. Il processo è ancora in corso, e si attende di scoprire come si concluderà questa intricata vicenda che coinvolge arte, furti e rapporti personali.
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