Richieste di divieto per un predicatore islamico che ha affermato che i rapporti sessuali con le prigioniere di guerra sono ‘halal’

Politici chiedono di escludere un predicatore dal Regno Unito dopo le sue affermazioni controverse

Negli ultimi giorni, una serie di dichiarazioni di Uthman ibn Farooq, un predicatore musulmano con sede in California, ha suscitato un’ondata di indignazione nel Regno Unito. Farooq ha definito "halal" avere rapporti sessuali con schiave nei suoi interventi pubblici, attirando critiche per le sue opinioni controverse. Attualmente, è previsto che il predicatore svolga una serie di eventi nelle città inglesi con il suo tour "Waking the Dead – Returning from the Darkness".

Le sue affermazioni, pubblicate principalmente sui social media e in video su YouTube, hanno attirato l’attenzione degli esponenti politici del Regno Unito, i quali hanno chiesto che il suo visto venga revocato per impedire la sua entrata nel Paese. Il suo canale YouTube conta 150.000 iscritti e le sue apparizioni sono amplificate dalla One Message Foundation, la quale ha oltre un milione di seguaci.

In uno dei suoi video, Farooq è stato messo in discussione sull’opportunità di avere "intimità" con una schiava mentre la stessa azione con una persona non schiava fosse considerata adulterio. A tal proposito, ha dichiarato: "Allah ha stabilito che le persone catturate in guerra, che cercavano di ucciderti e che ora sostieni, sono come una moglie. Se Allah ha reso questa pratica halal, allora non è peccato, non è adulterio perché Allah lo ha fatto."

Le sue parole hanno fatto scalpore e attirato l’attenzione di molti politici. Robert Jenrick, Segretario alla Giustizia ombra, ha affermato: "Questo uomo non dovrebbe mai mettere piede nel Regno Unito. Il suo visto deve essere revocato immediatamente. Gli islamisti che diffondono odio e dividono non sono i benvenuti qui."

Un’altra voce autorevole, quella di Fiyaz Mughal, fondatore dell’organizzazione di beneficenza Tell Mama, ha commentato: "Le affermazioni di Farooq inviano un messaggio barbarico alla società. Chiunque tenti di giustificare pubblicamente atti sessuali con persone senza scelta non dovrebbe essere ammesso nel Regno Unito. Abbiamo già abbastanza problemi con visioni retrograde nel nostro Paese e non abbiamo bisogno di ulteriori influenze che legittimino tali tossine."

Farooq è in forte collaborazione con la One True Message Foundation, un’organizzazione con sede a Londra che ha destato preoccupazioni in passato. Ancora più controverso è stato un video rilasciato dalla fondazione in cui un membro ha paragonato le donne che non indossano il velo a "caramelle scoperte". Le sue parole erano: "Ho due caramelle. Una la disimballo e la butto a terra. L’altra resta avvolta, la butto a terra e ci cammino sopra. Quando le raccolgo, quale sceglierai?"

Nel contesto di queste affermazioni e delle preoccupazioni crescenti, il governo precedente ha annunciato misure per bloccare predicatori d’odio per migliorare la sicurezza pubblica. Parte della nuova taskforce mirava a identificare e agire contro figure estremiste. Secondo le linee guida, predicatori d’odio e estremisti possono essere automaticamente segnalati al Ministero degli Interni per azioni di immigrazione, che potrebbero includere la revoca o il rifiuto di visti.

Attualmente, non è chiaro se queste nuove direttive possano essere applicate per impedire l’arrivo di Farooq nel Regno Unito. Il team di redazione di Metro ha cercato commenti da parte del Ministero degli Interni e della One Message Foundation riguardo alla situazione attuale.

La reazione pubblica è stata intensa e unita nel condannare il linguaggio e le idee espresse da Farooq, sollevando un dibattito su libertà di espressione, rispetto delle diversità e la responsabilità delle figure pubbliche nel comunicare messaggi che possano influenzare negativamente la società. Molti sottolineano che c’è un limite alla libertà di parola quando si tratta di giustificare pratiche che possono ledere la dignità umana.

Questo caso pone l’accento su una questione più ampia riguardante il dibattito sull’integrità culturale e le norme sociali nel Regno Unito, invitando a riflessioni su come la società affronta la questione dell’odio e della divisione nelle comunità.

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