Migliaia di manifestanti contro il turismo hanno sfilato attraverso le Isole Canarie oggi mentre i vacanzieri prendevano il sole.
A Tenerife, i manifestanti deviavano dal percorso previsto e camminavano sulla sabbia della Spiaggia di Troya, una delle più popolari a Las Americas, nel sud dell’isola.
Hanno gridato ‘Canarias No Se Vende’, che si traduce come ‘Le Isole Canarie non sono in vendita’, suonato tamburi, fischiato e sventolato bandiere delle Isole Canarie, mentre i turisti, tra cui molti britannici, si abbronzavano nei paraggi.
I manifestanti si sentivano anche urlare ‘No hay camas pa’ tanto guiri’, che si traduce come ‘Non ci sono abbastanza letti per così tanti stranieri’.
Uno portava uno striscione che diceva: ‘Ti stai godendo una giornata nella tua piscina? Quell’acqua potrebbe essere usata per il cibo’, mentre un altro aveva un cartello che diceva: ‘Le Canarie hanno un limite. Più alberi, meno hotel.’
Le prime stime indicavano che 2.000 persone hanno partecipato alla marcia a Tenerife, molto meno rispetto al numero di aprile quando ebbero luogo le ultime proteste anti-turismo di massa nella capitale di Tenerife, Santa Cruz.
Ma il manifestante e ingegnere espatriato Brian Harrison, originario di Bridgend, in Galles, ma trasferitosi a Tenerife nel 1991, ha insistito sul fatto che la partecipazione era maggiore affermando: ‘Puoi aggiungere uno zero a quella cifra.’
Altre marce anti-turismo hanno avuto luogo anche a Gran Canaria, Lanzarote, Fuerteventura, El Hierro e La Palma.
L’indignazione dei manifestanti contro il turismo di massa è in crescita nelle Isole Canarie, con sempre più persone che esprimono preoccupazione per l’effetto nocivo del turismo sull’ambiente e sulla comunità locale.
Le proteste sono scatenate dalla percezione che le Isole Canarie stiano diventando sempre più commercializzate e che i residenti stiano perdendo terreno a favore di grandi hotel e resort.
I manifestanti chiedono maggiore sostenibilità nel settore turistico, con un maggiore rispetto per l’ambiente e una maggiore equità per i residenti delle isole.
La situazione si è intensificata dopo che le Isole Canarie sono state invase da un numero record di turisti negli ultimi anni, sin da quando la Spagna ha iniziato a godere di un boom turistico.
Le autorità delle Isole Canarie si sono impegnate a trovare un equilibrio tra l’industria turistica e la protezione dell’ambiente, ma molti manifestanti ritengono che non sia abbastanza.
L’eco-attivista Maria Lopez, originaria di Tenerife, ha dichiarato: ‘Le nostre isole sono un tesoro che va preservato. Non possiamo permettere che il turismo distrugga ciò che è unico e speciale per noi.’
Le proteste hanno catturato l’attenzione dei mezzi di comunicazione nazionali e internazionali, con molti osservatori che notano un parallelo tra le preoccupazioni delle Isole Canarie e quelle di altre destinazioni turistiche sovraccariche in tutto il mondo.
Alcuni politici locali hanno anche preso posizione sull’argomento, sottolineando la necessità di un turismo più sostenibile e di misure per proteggere l’ambiente e la comunità locale.
Il turismo è un pilastro economico per le Isole Canarie, portando in entrate miliardi di euro ogni anno e dando lavoro a un gran numero di persone.
Tuttavia, molti temono che il turismo di massa stia minando la cultura, l’ambiente e lo stile di vita tradizionale delle isole.
Alcuni residenti si lamentano del rumore, dell’inquinamento e della perdita di spazi aperti a causa della costruzione di nuovi hotel e resort.
Le autorità locali hanno annunciato piani per promuovere un turismo più sostenibile e responsabile, ma molti manifestanti ritengono che siano solo parole vuote.
Le proteste anti-turismo nelle Isole Canarie continuano a guadagnare slancio, con sempre più persone che si uniscono al movimento per chiedere un cambiamento reale e duraturo.
Sarà interessante vedere come evolverà la situazione e se le autorità risponderanno alle richieste dei manifestanti per un turismo più etico e rispettoso dell’ambiente.
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