Il Futuro dello Stretto di Hormuz: Una Situazione in Evoluzione
La questione dello Stretto di Hormuz è al centro di importanti tensioni internazionali. Mentre l’Iran e gli Stati Uniti sembrano avere visioni divergenti sulla sua apertura, la situazione resta incerta.
Ieri, il Segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha dichiarato ai giornalisti che lo Stretto era stato riaperto. Ha aggiunto: “È tempo che il resto del mondo faccia la sua parte per garantire che rimanga aperto, dopo che il Presidente Trump e il Dipartimento della guerra hanno portato l’Iran nella posizione in cui ora lo stanno riaprendo volontariamente, come annunciato ieri sera”. Tuttavia, poche ore dopo, sono giunte notizie dal Golfo Persico che diversi battelli avevano ricevuto messaggi dalla marina iraniana in cui si affermava che lo Stretto di Hormuz era ancora chiuso. “Qualsiasi nave cerchi di entrare in mare… sarà presa di mira e distrutta”, si legge nel comunicato.
Come Controlla l’Iran lo Stretto di Hormuz?
Diversi fattori influenzano il controllo iraniano su questo importante passaggio marittimo. Lo Stretto di Hormuz, largo 60 miglia, rappresenta un punto cruciale dove i petroliere devono transitare. Alla sua parte più stretta, lo Stretto è largo solo 24 miglia, permettendo all’Iran di colpire le navi in transito senza dover sparare da una nave. Possono infatti utilizzare missili anti-nave dalla loro costa.
Oltre alla particolare geografia, l’Iran adotta metodi di combattimento unici. Ha minato le acque e impiega droni economici per attaccare le navi che transitano senza autorizzazione. Secondo il diritto internazionale, i Paesi possono esercitare il controllo sulle loro acque territoriali fino a 13,8 miglia dalla costa. Alcune zone dello Stretto ricadono completamente nelle acque territoriali dell’Iran e dell’Oman, il che consente a entrambi i Paesi di “difendere” il loro territorio se necessario.
Lo Stretto di Hormuz è Aperto?
La risposta a questa domanda dipende da chi si interpella. Dr. Bamo Nouri, docente di Relazioni Internazionali all’Università di West London, ha affermato che la situazione nello Stretto è contraddittoria, ma entrambe le affermazioni possono essere vere simultaneamente. “È tecnicamente ‘aperto’ ma non opera liberamente. Gli Stati Uniti lo presentano come aperto per rassicurare i mercati, mentre l’Iran sta efficacemente controllando l’accesso, permettendo il transito, ma con condizioni, monitoraggio e minacce implicite contro le navi non conformi”, ha spiegato.
Questo significa che il commercio marittimo può continuare, ma con rischi elevati, traffico ridotto e costi in aumento. In pratica, l’Iran non ha bisogno di chiudere completamente lo Stretto per esercitare la sua influenza. Rendendolo incerto, condizionato e potenzialmente costoso, può comunque interrompere i flussi energetici globali e segnalare il suo potere strategico, il che spiega perché i mercati rimangano nervosi nonostante la tregua.
L’Influenza dell’Accordo di Tregua sullo Stretto di Hormuz
Quando l’Iran, Israele e gli Stati Uniti hanno concordato una tregua di due settimane, uno dei punti concordati era l’apertura dello Stretto di Hormuz al traffico marittimo. Tuttavia, le definizioni di ciò che questo comporta sembrano divergere tra Iran e Stati Uniti.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha rilasciato le coordinate di dove sostiene di aver collocato esplosivi sottomarini nello Stretto di Hormuz. Teheran afferma che la mappa fornisce un corridoio sicuro per le navi cisterna che transitano, considerando che normalmente circa il 20% del petrolio globale passa di lì ogni giorno.
Il Presidente Trump ha dichiarato ieri che il passaggio era ufficialmente aperto, ma dopo solo due petroliere, è stato nuovamente chiuso. Anche se la tregua richiede la libera riapertura dello Stretto di Hormuz, rapporti recenti suggeriscono che l’Iran desidera imporre un pedaggio fino a 1 milione di dollari per ogni nave.
In conclusione, la situazione nello Stretto di Hormuz continua a essere complessa e carica di tensioni. Gli sviluppi futuri potrebbero avere un impatto significativo non solo sulla stabilità della regione, ma anche sull’intera economia globale. Mentre il mondo osserva, le dinamiche di questo importante passaggio marittimo rimangono incerte e bisognose di attenzione.
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