Keir Starmer: La Riscoperta della Sua Determinazione
Negli ultimi diciotto mesi, molti britannici hanno conosciuto una versione di Keir Starmer che ha suscitato una certa stanchezza. Questa versione può essere riassunta così: annuncia una nuova politica, affronta delle critiche, e poi fa marcia indietro.
Un esempio di questo è avvenuto nel settembre dello scorso anno, quando Starmer ha proposto un sistema di identificazione digitale obbligatoria per dimostrare il diritto al lavoro nel Regno Unito. Dopo appena una settimana, il supporto pubblico è crollato di dieci punti. Di fronte a questa reazione e alle obiezioni dei suoi stessi parlamentari, ha deciso di rendere il sistema non obbligatorio.
Simili inversioni di rotta si sono verificate anche su altre questioni, come la tassa di successione per gli agricoltori, i pagamenti per il combustibile invernale e il limite per i benefici familiari. Questi cambiamenti possono sembrare un segno di debolezza, ma nelle ultime settimane qualcosa sembra essere cambiato.
Con gli sviluppi tumultuosi in Medio Oriente, Starmer ha dimostrato una sorprendente fermezza. Ha rifiutato di impegnare le navi da guerra britanniche nello Stretto di Hormuz e ha affrontato le critiche di Donald Trump, che lo ha apostrofato come “non Winston Churchill” e “poco utile”. Tuttavia, Starmer ha mantenuto la sua posizione, affermando che il Regno Unito non deve essere coinvolto in una guerra che, a sua essenza, è un’operazione di distrazione e coercizione.
E a quanto pare, questa fermezza è stata apprezzata anche dal pubblico britannico. Un recente sondaggio ha rivelato un aumento di 26 punti nel suo rating di approvazione, passando da -40 a -14, quando gli elettori hanno visto Starmer opporsi a Trump.
Nonostante ciò, Starmer si trova ancora in una posizione negativa. Non si è trattato di una trasformazione immediata e il pubblico non ha dimenticato le sue passate indecisioni, come la sua iniziale opposizione all’uso delle basi britanniche per attacchi offensivi contro l’Iran, seguita dall’approvazione per utilizzi difensivi.
Tuttavia, il divario di 26 punti rappresenta la differenza tra un leader politicamente finito e uno che si è riavvicinato a un messaggio che risuona.
Ora arriva la parte difficile. Trump è pronto a riprendere le sue minacce, e c’è la preoccupazione che Starmer possa vacillare. Se dovesse cedere ora, le sue chances politiche potrebbero essere compromesse. Recentemente, Trump ha minacciato di “distruggere completamente” le strutture energetiche iraniane, a meno che non venga raggiunto un accordo di pace “presto”. Questa minaccia non fa altro che aumentare la pressione su Starmer, il quale deve navigare in una situazione geopolitica complicata.
Con lo Stretto di Hormuz chiuso, l’economia britannica risente della pressione, con il rischio di aumentare i prezzi dei carburanti e ostacolare la ripresa economica. Se questa pressione dovesse costringere Starmer a cambiare rotta, il suo recente aumento di approvazione svanirebbe rapidamente.
È imperativo che Starmer mantenga la sua posizione e resisti alla tentazione di scendere a compromessi. La guerra di Trump non è la guerra del Regno Unito. La Decisione di Starmer di non impegnarsi nel conflitto è giustificata non solo politicamente, ma anche legalmente e moralmente.
Trump ha già minacciato di compromettere le infrastrutture civili, mettendo a rischio la vita di milioni di persone. Se le sue minacce si concretizzassero, sarebbe una chiara violazione del diritto internazionale umanitario.
Oggi, Trump ha esortato il Regno Unito a “imparare a combattere per se stesso”, sottolineando la necessità per Starmer di rimanere fermo. Il popolo britannico gli ha accordato un mandato chiaro per rimanere fuori da questo conflitto.
In vista delle elezioni locali di maggio, che si preannunciano difficili per il Partito Laburista, è fondamentale che Starmer non si faccia influenzare da chi suggerisce di mostrare un gesto di solidarietà nei confronti degli Stati Uniti. La pubblica opinione non sostiene questa guerra.
Starmer, pur non avendo sempre avuto il giusto approccio, sembra essere finalmente sulla strada giusta. La vera domanda è se avrà il coraggio di rimanere fermo nella sua posizione.
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