Riflessioni sul Nuovo Papa e sulla Comunità LGBTQ+
Le recenti dichiarazioni di Papa Leone XIV destano preoccupazione. Risalenti a tredici anni fa, commenti del nuovo pontefice, all’epoca conosciuto come Robert Francis Prevost, evidenziano come i media occidentali abbiano un’efficace capacità di suscitare simpatia per credenze e pratiche che contrastano con il Vangelo, come l’aborto, lo stile di vita omosessuale e l’eutanasia. Queste affermazioni emergono ora che Leone XIV ha assunto il ruolo di guida per 1,4 miliardi di cattolici nel mondo, essendo il primo Papa statunitense, nato a Chicago e con una carriera significativa in Sud America.
La sua elezione al soglio di Pietro, come 267° Papa, è stata accolta con entusiasmo a Roma. Tuttavia, come uomo gay e cattolico che ha riscoperto la propria fede e si è sentito accolto sotto la guida del suo predecessore, Papa Francesco, trovo queste parole inquietanti.
La Mia Esperienza con la Chiesa
Sono nato negli anni ’80 da genitori cattolici romani irlandesi. Battesimo, prima comunione e molti anni trascorsi in una scuola cattolica rigorosa segnavano il mio percorso. È durante l’adolescenza, quando ho cominciato a diventare consapevole della mia sessualità , che ho realizzato quanto la mia esistenza fosse in contrasto con gli insegnamenti della Chiesa che accettavano solo relazioni tra un uomo e una donna.
Come molti giovani, mi sono allontanato dalla Chiesa nei miei vent’anni, non perché non mi sentissi più legato, ma perché il mio cuore non era più in essa. Il rispetto verso la mia famiglia mi portava a partecipare alla Messa solo in occasioni speciali come Natale e Pasqua, pur sentendomi allontanato dalle pratiche cattoliche quotidiane.
L’Influenza di Papa Francesco
La morte di Papa Giovanni Paolo II nel 2005 e l’elezione di Benedetto XVI non furono eventi che mi affascinarono. Durante il pontificato di Benedetto, che si oppose fermamente al matrimonio gay e si mostrò conservatore su molti temi LGBTQ+, sviluppai un’aperta opposizione alla Chiesa. Improvvisamente, con l’elezione di Papa Francesco nel 2013, sentii un barlume di speranza. Inizialmente scettico, col passare degli anni la sua compassione, specialmente verso i più marginalizzati, mi ha gradualmente fatto riavvicinare alla Chiesa.
Papa Francesco, infatti, rappresentava l’unico Papa con cui sentissi di avere una connessione in vita mia. Con l’approvazione di benedizioni per coppie dello stesso sesso nel 2023 e l’invito a sostenere i genitori di figli LGBTQ+, dimostrava un’apertura inaspettata.
Le Preoccupazioni per Papa Leone XIV
Ora, i commenti passati di Leone XIV e il suo apparente supporto tiepido alle questioni LGBTQ+ sono deludenti. Dopo anni di allontanamento dalla Chiesa durante il pontificato di Benedetto, avevo trovato una nuova casa sotto Francesco. Sfortunatamente, Leone non offre la stessa visione progressista che molti speravano. Personalmente, avrei preferito un Papa più avanguardista come il Cardinale Tagle o il Cardinale Zuppi, entrambi sostenitori dei diritti LGBTQ+.
Leone XIV è descritto come un moderato, il che potrebbe significare un tentativo di unire in tempi turbolenti. Ma spero che possa abbracciare un approccio più liberale, altrimenti questo diventerà un ostacolo significativo per me e per altri cattolici LGBTQ+.
Un Futuro di Speranza
Le parole di Leone XIV sono state giustamente criticate, ma sono state pronunciate oltre un decennio fa. Spero che nel frattempo le sue opinioni siano mutate, soprattutto data la sua amicizia con Francesco. Ci auguriamo, infatti, che continui l’approccio relativamente progressista di Francesco, che ha fatto ritornare molti cattolici LGBTQ+ come me nella Chiesa, grazie alla sua volontà di accettare tutti.
La Chiesa ha fatto un lavoro straordinario nell’accogliere persone come me, e non dovrebbe rischiare di allontanarle di nuovo. Siamo tutti figli di Dio, dopo tutto.
#leggolondra


