Scoperta di un “cimitero di relitti” a Karpathos: Un viaggio nell’antico passato marittimo greco
È stata effettuata una straordinaria scoperta nel mare che circonda Karpathos, un’isola greca intrisa di storia e leggende, già citata nell’opera di Omero e che ha ispirato il celebre scrittore di fantascienza Jules Verne. Recentemente, archeologi hanno rinvenuto un vero e proprio “cimitero di relitti” che risale a oltre 2.600 anni fa, portando alla luce la ricca tradizione marittima dell’isola.
Nel corso degli ultimi mesi, ricercatori greci e internazionali hanno identificato cinque relitti, quattro dei quali antichi e uno moderno, con il più antico databile intorno al VII secolo a.C. Le ricerche si sono concentrate in particolare sulle aree dove sono visibili i resti degli insediamenti antichi di Vrykountos e Nisyros, due delle quattro città -stato che costituivano la cosiddetta “tetrapoli karpatica”, un importante nodo politico e marittimo descritto dal geografo antico Strabone.
I team di ricerca hanno effettuato oltre 120 immersioni a profondità variabili dai tre ai 45 metri, sia a Karpathos che sull’isola vicina di Saria. Grazie a queste esplorazioni, sono state individuate testimonianze subacquee che coprono un arco temporale di oltre 26 secoli, dal tardo VII secolo a.C. fino all’inizio del XIX secolo.
Tra le scoperte più significative figurano i quattro relitti antichi, che risalgono a un’epoca in cui Sparta conosceva il suo apice e proseguono fino all’era romana. Tra i reperti rinvenuti, molti sono stati gli amphorae, vasi a doppio manico utilizzati per il trasporto di acqua, olio o vino. I ricercatori hanno anche trovato resti di infrastrutture portuali e oltre 20 ancore bizantine, segno che un tempo la zona era interessata da un significativo traffico marittimo.
Oltre ai relitti, gli scavi hanno riportato alla luce un modello tridimensionale di un relitto moderno identificato durante l’espedizione, e un’antica amphora romana tardo-repubblicana recuperata dal relitto identificato come KTH1. Questi reperti, insieme ai resti residenziali ed ecclesiastici rinvenuti a Tristomo, evidenziano l’importanza strategica di quest’area durante il periodo della Tarda Antichità .
L’ambito dell’expedition ha coinvolto oltre 40 specialisti provenienti da diverse discipline, inclusi archeologi dell’Istituto Nazionale di Ricerca Antropologica del Messico e personale del Museo Marittimo Norvegese. Il progetto ha ricevuto finanziamenti da vari organismi pubblici e privati, tra cui la Segreteria Generale per le Politiche dell’Egeo e delle Isole della Grecia e la Fondazione Nazionale per la Ricerca.
In parallelo all’indagine sui relitti, è stata completata anche un’iniziativa separata che approfondisce l’impatto dei cambiamenti climatici sul patrimonio culturale subacqueo. Questa fase ha incluso lavori di conservazione su artefatti storici nelle acque attorno a Kasos, dimostrando un impegno nei confronti della salvaguardia di questo patrimonio unico.
Questi sforzi fanno parte di un programma di ricerca più ampio avviato nel 2019, che mira a mappare il patrimonio culturale subacqueo nell’Egeo sud-orientale. Le scoperte fatte a Karpathos non solo offrono nuove conoscenze sulla storia marittima dell’isola, ma ci invitano anche a riflettere sull’importanza della conservazione della nostra storia e della nostra cultura, sottolineando il valore inestimabile dei tesori archeologici che giacciono sotto le onde del mare.
In conclusione, la scoperta del “cimitero di relitti” a Karpathos rappresenta non solo un trionfo per l’archeologia subacquea, ma anche un richiamo a tutelare il nostro patrimonio culturale per le generazioni future. La storia di questo angolo del Mediterraneo continua a rivelarsi e, con essa, la promessa di ulteriori esplorazioni che potrebbero rivelare altri segreti sepolti sotto le acque cristalline.
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