Il portavoce di Putin ha dichiarato che il bombardamento di un petroliere russo nel Mar Nero non rimarrà senza risposta.
Droni ucraini carichi di circa 450 kg di TNT hanno colpito la nave vicino alla penisola di Crimea venerdì sera.
Ciò è seguito a attacchi simili contro Novorossijsk, che segnano la prima volta in cui un porto russo è stato preso di mira nel corso dei 18 mesi di conflitto.
Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo, lo ha descritto come un “attacco terroristico” a una nave presumibilmente civile nello Stretto di Kerch.
Ha scritto su Telegram: “Non può esserci giustificazione per azioni così barbariche, non rimarranno senza risposta e i loro autori e perpetratori saranno inevitabilmente puniti”.
Vladimir Rogov, un ufficiale russo installato nel territorio ucraino occupato di Zaporizhzhia, ha aggiunto che diversi membri dell’equipaggio a bordo del petroliere sono rimasti feriti a causa dei vetri rotti.
Un membro del Servizio di Sicurezza dell’Ucraina ha confermato informalmente che il servizio è stato dietro l’attacco alla nave, che si ritiene trasportasse carburante per le forze russe, anche se ha parlato a condizione di anonimato, dato che non è autorizzato a rilasciare dichiarazioni pubbliche.
Il bombardamento di un petroliere russo nel Mar Nero ha scosso la comunità internazionale e alimentato le tensioni tra Russia e Ucraina. Mentre l’Ucraina ha ufficiosamente rivendicato la responsabilità dell’attacco, la Russia ha definito l’azione un “attacco terroristico” e ha promesso di “punire inevitabilmente” i responsabili.
L’attacco è avvenuto poco dopo altri attacchi contro il porto di Novorossijsk, che è stato il primo bersaglio russo nel corso del conflitto in corso tra i due paesi. Questi attacchi segnano un’escalation significativa delle ostilità e potrebbero portare a una maggiore escalation del conflitto.
La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha condannato l’attacco, definendolo “barbaro” e senza giustificazione. Ha promesso che la Russia non lascerà l’attacco senza risposta e che i responsabili saranno puniti. Ciò indica la determinazione del governo russo di proteggere i suoi interessi e di garantire che azioni come questa non restino impunite.
Allo stesso tempo, un ufficiale russo in territorio ucraino occupato ha riferito che diversi membri dell’equipaggio a bordo del petroliere sono rimasti feriti a causa dei vetri rotti causati dall’attacco. Questo dimostra che l’attacco ha avuto conseguenze reali e ha messo a rischio la vita delle persone.
Alla luce di queste nuove informazioni, l’atteggiamento della comunità internazionale nei confronti della Russia potrebbe cambiare. Finora, molti paesi hanno espresso preoccupazione per gli sviluppi in corso in Ucraina, ma non hanno preso misure concrete per fermare l’escalation. Tuttavia, l’attacco contro il petroliere russo potrebbe spingere la comunità internazionale a prendere posizione e ad adottare misure più forti per fermare la violenza.
È anche importante considerare il contesto più ampio in cui avviene questo attacco. Il conflitto tra Russia e Ucraina dura ormai da oltre un anno e mezzo e ha causato migliaia di morti e feriti. Entrambe le parti hanno commesso gravi violazioni dei diritti umani e delle leggi sulla guerra, compreso il bombardamento di infrastrutture civili e l’uso di armi proibite.
È quindi fondamentale che la comunità internazionale agisca per porre fine a questa violenza e adottare misure concrete per consentire una soluzione pacifica al conflitto. L’attacco al petroliere russo nel Mar Nero dovrebbe servire da richiamo per l’urgente necessità di mediare tra le due parti e porre fine alla violenza.
In conclusione, l’attacco al petroliere russo nel Mar Nero rappresenta un’escalation significativa delle ostilità tra Russia e Ucraina. Mentre l’Ucraina ha ufficiosamente rivendicato la responsabilità dell’attacco, la Russia ha promesso di non lasciare l’azione senza risposta. È fondamentale che la comunità internazionale agisca in risposta a questa escalation e adotti misure concrete per porre fine alla violenza e per consentire una soluzione pacifica al conflitto in corso.
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