La Visione di Putin: Un Rilancio Militare e il Nuovo Ordine Mondiale
Un soldato russo, armato con una versione aggiornata del fucile d’assalto Kalashnikov, si addestra per il combattimento in un luogo non specificato nell’Ucraina. Questa immagine è solo una delle tante che riflettono le attuali tensioni tra Russia e Ucraina, ma dietro a queste si nasconde un piano molto più ampio da parte del presidente russo Vladimir Putin.
Secondo recenti informazioni, Putin non ha intenzione di interrompere la preparazione dei russi per le guerre che sembra non desiderare. Si parla di investimenti massicci nel settore della difesa, con un piano che prevede di spendere 830 miliardi di sterline nei prossimi dieci anni. Questo impegno economico rappresenta un chiaro segnale che il Cremlino si sta preparando per qualcosa di molto più grande rispetto ai conflitti di confine.
Kyrylo Budanov, capo della Direzione principale dell’intelligence dell’Ucraina (HUR), ha avvertito che la Russia ha avviato il suo programma di armamenti più ambizioso dalla caduta dell’Unione Sovietica. Durante un incontro annuale con gli ambasciatori ucraini, intitolato “Intelligence, Sicurezza, Diplomazia: una Strategia Comune per la Vittoria”, Budanov ha dichiarato: “C’è una mobilitazione totale della politica, dell’economia e della società in Russia per essere pronte a una futura guerra su larga scala”.
In questo contesto, sono stati creati due nuovi distretti militari – Mosca e Leningrado – con l’obiettivo di istituire divisioni e unità militari addizionali. Budanov ha sottolineato che l’obiettivo del Cremlino non è solo la dominazione regionale, ma la ridefinizione dell’ordine mondiale.
“Russia cerca di disturbare l’attuale ordine di sicurezza ed economico. Per fare ciò, Mosca sta aumentando la sua presenza in Africa, utilizzando principalmente le sue forze di proxi – il gruppo Wagner e il Corpo Africano – e sostenendo i regimi autoritari e le organizzazioni terroristiche in tutto il mondo”, ha affermato Budanov.
Questa visione di Putin, come delineata da Budanov, punta a imporre un nuovo ordine mondiale in cui gli “stati grandi”, principalmente la Russia stessa, abbiano il pieno dominio e un monopolio su tutte le risorse critiche, decidendo il destino del mondo in un cerchio chiuso. Tali affermazioni seguono gli avvertimenti dei servizi di intelligence occidentali riguardo all’accumulo militare a lungo termine della Russia.
Allo stato attuale, la Russia sta già dedicando il 6,3% del suo PIL alla difesa, affrontando al contempo crescenti sanzioni internazionali. Pertanto, l’impegno di 830 miliardi di sterline rappresenta una promessa significativa e ambiziosa. Il bilancio per il 2025 segna già un aumento considerevole, raggiungendo il livello più alto dalla Guerra Fredda.
Recentemente, le spese militari della Russia hanno superato i budget di difesa combinati di tutte le nazioni europee, secondo i dati forniti dall’IISS. Il think tank ha riportato che, l’anno scorso, la spesa militare russa ammontava a 110 miliardi di sterline, pari al 6,7% del PIL del paese, un aumento di oltre il 40% rispetto all’anno precedente.
Dr. Pavel Luzin, ex consulente dell’oppositore russo Alexei Navalny durante la sua campagna presidenziale, ha avvertito che sarà difficile per il Cremlino mantenere tali livelli di spesa militare senza creare ulteriori squilibri nell’economia. “Le forze armate e il complesso militar-industriale sono diventati i principali beneficiari della guerra. Saranno anche i perdenti in caso di un significativo calo del bilancio militare, il che causerebbe inevitabilmente perdite di personale e problemi finanziari difficili da gestire per le corporation statali private degli investimenti governativi”.
La situazione attuale pone quindi interrogativi sull’equilibrio economico della Russia e sulla sua capacità di sostenere un apparato militare così costoso in un contesto di crescente isolamento internazionale. Resta da vedere come questa ambizione si tradurrà in realtà , ma è chiaro che la Russia sta puntando a una dimensione strategica che va oltre il conflitto diretto con l’Ucraina.
#leggolondra


