Manifestazioni a Londra: Arresti e Controversie per il Supporto a Palestine Action
Quasi centodieci manifestanti sono stati arrestati durante una manifestazione di sostegno per il gruppo attivista Palestine Action, tenutasi a Trafalgar Square, nel cuore di Londra. Circa ottocento persone si sono riunite per il sit-in, etichettato dalla Metropolitan Police come un evento «probabilmente suscettibile di comportamenti illeciti piuttosto che di una protesta legittima».
Secondo quanto dichiarato dalla polizia, alle 14:50 erano già stati arrestati 92 individui con l’accusa di sostenere un’organizzazione dichiarata illecita, ma i fermi continuano. Gli arrestati hanno un’età compresa tra i 27 e gli 82 anni. La maggior parte dei manifestanti, per lo più anziani, si è seduta su sedie da campeggio o a terra, sollevando i propri cartelli.
In cima alla piazza, vicino alla National Gallery, sono stati esposti grandi striscioni recanti le frasi «I giurati meritano di conoscere tutta la verità » e «Israele fa morire di fame i bambini». Diversi manifestanti, tra cui un uomo e una donna dai capelli grigi, sono stati portati via dai funzionari di polizia mentre il pubblico scandiva «Vergogna su di voi».
Tra le scene di tensione, ci sono state segnalazioni di agenti che sollevavano una signora, con il pubblico che le gridava di ricevere assistenza medica. Un’altra manifestante ha alzato le mani con un gesto di pace mentre veniva condotta via, mentre un’altra sosteneva che «Palestine Action non è un’organizzazione illecita».
I partecipanti hanno accusato la polizia di non gestire con delicatezza le operazioni di arresto, lamentando che una donna fosse stata trascinata senza un adeguato sostegno. Alcuni di loro sono stati portati in un’area recintata accanto a Trafalgar Square, dove molti si sono seduti in silenzio.
Da quando il governo laburista di Keir Starmer ha bandito Palestine Action nel 2025, i membri del movimento hanno manifestato una crescente resistenza. Il gruppo Defend Our Juries ha dichiarato che la dimostrazione, intitolata «Giornata di Tutti», è una chiara testimonianza che la resistenza contro il divieto è «più forte che mai».
Una manifestante di 69 anni, che ha chiesto di non essere identificata, ha rivelato di essere già stata arrestata una volta in passato, ma ha continuato a partecipare nonostante i rischi. «È la cosa più importante. Questo è un vero e proprio takeover del mondo e delle sue risorse. È terrificante, c’è un genocidio che dura da troppo tempo», ha dichiarato.
Yael Kahn, attivista che ha assistito prigionieri politici femminili a Gaza prima di trasferirsi in Inghilterra, ha espresso il desiderio che ci fossero stati più manifestanti durante l’Olocausto. «Adoro tutti questi meravigliosi manifestanti qui», ha affermato, sottolineando come non siano stati arrestati i veri colpevoli di crimini contro l’umanità .
Durante l’evento, i funzionari di polizia hanno dovuto affrontare la sfida di gestire una folla di manifestanti disposti ad affrontare l’arresto. L’ex sovrintendente della Metropolitan Police, Dal Babu, ha osservato che la situazione mise in difficoltà la polizia, rendendo difficile il mantenimento dell’ordine.
La protesta rappresenta un forte messaggio, non solo sul tema di Palestine Action, ma anche sull’eroismo di coloro che, nonostante i rischi, scelgono di far sentire la loro voce. La loro presenza continua a sollevare interrogativi sui diritti civili e sulla libertà di espressione nel Regno Unito, dove la criminalizzazione del sostegno a determinati gruppi è diventata una realtà preoccupante.
Con oltre 3.000 persone già arrestate dall’introduzione del divieto, il clima di repressione e paura nel Paese sta crescendo. Le prossime settimane potrebbero rivelarsi cruciali, non solo per il futuro di Palestine Action, ma anche per la lotta contro la criminalizzazione dei diritti di protesta nel Regno Unito. Chiunque sia coinvolto in qualsiasi causa dignitosa rischia ora di essere colpito dalla repressione, rendendo necessaria un’analisi attenta sull’evoluzione della situazione.
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