Trattamento Disumano di Ryan Pepper: La Famiglia Chiede Giustizia
La famiglia di un padre britannico, Ryan Pepper, sta implorando che venga liberato dopo che ha subito presunti atti di tortura in una prigione di Dubai. Secondo quanto riferito, Ryan, di 27 anni, è stato picchiato, minacciato e psicologicamente abusato a seguito del suo arresto oltre sette mesi fa negli Emirati Arabi Uniti (UAE). Un documento redatto dai sostenitori legali di “Detained in Dubai”, visionato da Metro, indica che Ryan ha descritto la sua detenzione come un vero e proprio “inferno”.
Il gruppo per i diritti umani ha anche evidenziato che le autorità britanniche hanno trovato difficoltà a ottenere accesso privato a Ryan, a causa delle preoccupazioni per la sua sicurezza sollevate dalla famiglia inorridita. La vicenda è stata portata all’attenzione del Rapporteur Speciale delle Nazioni Unite sulla tortura, così come del Gruppo di Lavoro delle Nazioni Unite sulla Detenzione Arbitraria.
La Richiesta della Famiglia
Chloe Pepper, la sorella di Ryan, che ha avuto modo di parlare con lui al telefono, ha dichiarato: “All’inizio cercavamo di rimanere positivi. Ma poi Ryan ha iniziato a dirci che le persone erano state picchiate, isolate e minacciate. Sembrava terrorizzato. Abbiamo realmente iniziato a temere per la sua vita.”
Ryan, padre di due bambini originario di Ashford, Kent, è stato arrestato il 3 novembre 2022 e rinchiuso in quella che la sua famiglia definisce una “prigione infernale”. Nonostante non sappiano il motivo del suo arresto, la famiglia crede che anche l’ufficio degli affari esteri britannico non ne sia a conoscenza.
Una nota di Ryan, presumibilmente contrabbandata fuori dalla struttura di detenzione, denuncia maltrattamenti nella prigione. Secondo “Detained in Dubai”, Ryan ha scritto che “tutti venivano picchiati” e ha descritto il carcere come un “inferno”.
Allegazioni di Maltrattamenti
La nota contrabbandata sostiene che la polizia ha “rapito e derubato” i detenuti e afferma che Ryan ha timore di spiegare ciò che sta accadendo in forma scritta, poiché le comunicazioni sono monitorate. Un altro detenuto ha contattato direttamente la famiglia, confermando che Ryan è stato tenuto in isolamento per 20 giorni e ha subito abusi fisici. È stato riferito che le autorità avrebbero utilizzato delle pinze per estrargli quattro denti anteriori.
Chloe ha raccontato che la famiglia è stata privata di contatti con Ryan fino a quando non hanno potuto parlare con lui per la prima volta il 13 maggio. “Anche se ricevevo queste note scritte a mano, avevo sempre il dubbio che potessero essere datate in modo falsato per far sembrare che fosse vivo”, ha affermato. “Sentire la sua voce e sapere che era realmente lui è stata una sensazione indescrivibile, ma allo stesso tempo ero triste per ciò che ha dovuto subire.”
Durante quella conversazione, Ryan ha descritto il trattamento “disumano” ricevuto e ha affermato di essere “più preoccupato che mai” per la sua vita.
Incertezze e Preoccupazioni
“Detained in Dubai” ha rivelato che Ryan è stato portato in ospedale durante il suo soggiorno nella prigione emiratina, ma le autorità hanno sostenuto che ciò fosse dovuto a complicazioni derivanti da un intervento chirurgico precedente. Chloe ha enfatizzato: “Stiamo pregando per avere prove che il nostro caro sia al sicuro. Nessuna famiglia dovrebbe vivere in questo modo.”
Secondo quanto riportato, funzionari dell’ambasciata britannica hanno incontrato Ryan il 16 febbraio, ma hanno riferito che le autorità degli UAE stavano supervisionando la visita. Un’improvvisa visita dei diplomatici britannici alla struttura di detenzione è avvenuta di recente, durante la quale hanno avuto un incontro non supervisionato con Ryan, nel quale ha potuto discutere dei presunti maltrattamenti subiti.
Chloe ha dichiarato che la famiglia non si fida più delle rassicurazioni ufficiali riguardo al suo benessere, indicando che le affermazioni di Ryan di essere stato maltrattato l’hanno completamente distrutta.
La fondatrice di “Detained in Dubai”, Radha Stirling, ha commentato: “Il ministero degli esteri continua a fare affidamento su rassicurazioni ottenute in ambienti dove i detenuti possono avere paura di parlare onestamente.” Ha aggiunto che i cittadini britannici potrebbero trovarsi a camminare “alla cieca” in un sistema che il governo britannico sa essere altamente a rischio di detenzione arbitraria e abuso.
La situazione di Ryan Pepper ha attirato immediatamente l’attenzione internazionale, e la sua famiglia vive in costante paura che possa diventare un’altra vittima del sistema di detenzione degli Emirati Arabi Uniti.
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