Attacco in Mare: Due Cisterna di Petrolio Ingoiate dalle Fiamme nel Golfo Persico
Nella notte del 12 marzo 2026, due cisterne di petrolio hanno subito un attacco che le ha portate a esplodere in enormi colonne di fiamme al largo della costa irachena. Le navi coinvolte, la Zefyros battente bandiera di Malta e la Safesea Vishnu delle Isole Marshall, erano ritenute cariche di esplosivi e senza equipaggio, simili a droni marittimi.
L’Incidenti e le Conseguenze
L’attacco, avvenuto intorno all’1:30 ora locale, è stato riportato dal Regno Unito tramite il Maritime Trade Operation. Secondo le agenzie di stampa irachene, 38 membri dell’equipaggio sono stati salvati ma, sfortunatamente, un uomo ha perso la vita. Un’altra nave cargo ha subito un attacco notturno al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti, prendendo fuoco, ma il suo equipaggio è rimasto illeso.
Farhan al-Fartousi, direttore generale della Compagnia Generale dei Porti dell’Iraq, ha dichiarato: “Due cisterne straniere cariche di petrolio iracheno hanno subito attacchi non identificati nelle acque territoriali, provocando incendi”. A seguito di questo evento, l’Iraq ha bloccato tutte le porti legati all’importazione e all’esportazione di petrolio, sebbene i porti commerciali che servono le navi container continueranno a funzionare normalmente.
Impatti sul Mercato del Petrolio
Il crescente conflitto ha già iniziato a influenzare il mercato del petrolio. Un portavoce dell’esercito iraniano ha avvertito che ci si deve preparare a vedere il prezzo del petrolio salire a 200 dollari al barile, sostenendo che i costi dipendono dalla sicurezza regionale, destabilizzata dagli attacchi. Recentemente, gli Stati Uniti hanno distrutto dieci imbarcazioni iraniane che piantavano mine in una delle vie marittime più importanti al mondo, il Straits of Hormuz.
Questo stretto passaggio, situato lungo la costa meridionale dell’Iran, è cruciale poiché vede transitare quotidianamente circa 80 petroliere. Queste portano circa un quinto del petrolio greggio mondiale, rendendolo un punto strategico per la sicurezza energetica internazionale.
L’Iran ha dichiarato da tempo di controllare questa zona d’acqua e dispone di circa 5.000 mine, facilmente dispiegabili da piccole imbarcazioni, sottomarini o addirittura da navi civili camuffate.
Effetti sul Traffico Marittimo
La tensione in aumento ha portato a una significativa diminuzione del traffico marittimo. Solo un numero ristretto di petroliere è riuscito a passare attraverso lo Hormuz, spesso disattivando i dispositivi di localizzazione per evitare di attirare l’attenzione. Questa situazione ha messo il mercato oil in una posizione precaria. Oggi, l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) ha annunciato il rilascio di 400 milioni di barili di petrolio dalle sue riserve strategiche per stabilizzare il mercato. Il governo britannico ha dichiarato che contribuirà con 13,5 milioni di barili dalla propria scorta per il rilascio.
Reazioni e Sviluppi Futuri
Dopo l’intensificazione delle tensioni, i prezzi del petrolio Brent sono aumentati del 3,5% mercoledì pomeriggio, raggiungendo così il prezzo di 90,87 dollari al barile. Tuttavia, questo valore rimane significativamente inferiore al picco registrato lunedì, quando le costanti preoccupazioni legate all’aggravarsi del conflitto tra Iran e forze occidentali hanno sollevato ulteriori timori.
In vista di questi eventi, è probabile che seguiranno ulteriori misure preventive sia da parte delle nazioni interessate che delle organizzazioni internazionali, per garantire la sicurezza dell’energia e delle rotte marittime nel Golfo Persico. La situazione rimane tesa e in evoluzione, e si prevede che avrà ripercussioni non solo per la regione, ma anche per i mercati globali del petrolio.
Per avere ulteriori aggiornamenti su questa situazione e altri eventi internazionali, continuate a seguire le nostre notizie.
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