Nel marzo 2014, il compagno di Sarah Bajc, Philip Wood, salì a bordo del volo MH370 e lei non lo vide mai più. Qui Sarah, 58 anni, condivide la sua esperienza in quel momento fatale e come è riuscita a ricostruire la sua vita e a trovare di nuovo l’amore…
Sono passati dieci anni da quando il volo MH370 è scomparso, insieme a lui, il mio compagno Philip. I ricordi di quel giorno di marzo 2014, nonostante il passare del tempo, restano incredibilmente vividi e dolorosi e ricordo ancora le ultime parole che Philip mi disse: “Ti amo, non vedo l’ora di vederti”.
Entrambi americani, Philip, 50 anni, ed io ci siamo conosciuti nel 2011 a Pechino. Avevo vissuto in Cina per cinque anni, lavorando come insegnante, e lui si era trasferito sei mesi prima per lavorare nell’IT.
Entrambi eravamo stati sposati in precedenza e avevamo figli, e ci siamo legati grazie al nostro amore comune per i viaggi, la musica e il buon cibo. Philip mi faceva sentire completa, era la mia anima gemella, e dopo un matrimonio infelice, mi sentivo così fortunata ad averlo trovato.
All’inizio del 2014, a Philip fu offerto un nuovo lavoro a Kuala Lumpur (KL) e decidemmo di trasferirci lì. Lui si trasferì a febbraio, ma io dovetti aspettare fino a giugno, quando terminava il termine scolastico.
Mi prometteva che saremmo stati insieme e saremmo stati felici, ma tutto cambiò quel fatidico giorno del 8 marzo 2014, quando il volo MH370 scomparve misteriosamente. Iniziò l’incubo di non sapere cosa fosse successo a Philip, di non avere risposte su cosa fosse accaduto a quell’aereo.
Le ricerche proseguirono per mesi, ma non fu trovato alcun segno del volo. La mia vita si fermò, il mio cuore era spezzato in mille pezzi e la speranza svaniva ogni giorno di più. Mi sentivo persa, sola, e il dolore era inimmaginabile.
Nonostante tutto, cercavo di rimanere forte per i nostri figli, che avevano perso il padre. Dovevo essere il loro punto di riferimento, anche se dentro di me versavo lacrime senza fine.
Dopo anni di incertezza e di lutto, ho realizzato che dovevo trovare la forza di andare avanti. Ho iniziato a frequentare un gruppo di supporto per i familiari delle vittime di incidenti aerei, dove ho trovato conforto e comprensione da parte di persone che stavano vivendo la mia stessa esperienza.
Mi sono resa conto che dovevo affrontare il mio dolore e la mia rabbia, piuttosto che lasciarli consumare la mia vita. Ho iniziato a praticare la mindfulness e a concentrarmi sul presente, accettando che non avevo il controllo sul passato o sul futuro.
Con il tempo, ho iniziato a rimettere insieme i pezzi della mia vita. Ho ripreso a insegnare, ho viaggiato in posti che Philip ed io avevamo sognato di visitare insieme e ho ricominciato a credere che la felicità potesse essere di nuovo parte della mia vita.
Inoltre, ho aperto il mio cuore all’amore e ho incontrato un uomo meraviglioso che mi ha fatto ridere di nuovo e mi ha fatto sentire speciale. Non sostituisce mai Philip, ma mi fa capire che posso ancora sperare in un futuro luminoso.
Dieci anni dopo la scomparsa del volo MH370 e di Philip, il mio dolore non è scomparso, ma ho imparato a convivere con esso. La sua memoria vive nel mio cuore e nelle nostre meravigliose esperienze vissute insieme.
Ho imparato che la vita è imprevedibile e che dobbiamo essere grati per ogni momento che ci è dato. Anche se il passato è doloroso e il futuro incerto, il presente è tutto ciò che abbiamo e dobbiamo viverlo pienamente, con amore e gratitudine.
Philip sarà per sempre nel mio cuore, come l’amore che abbiamo condiviso e le promesse che ci siamo fatti. Ma devo permettermi di andare avanti, di accettare il cambiamento e di cogliere le opportunità che la vita mi offre.
Quindi, mentre ricordo quel giorno maledetto di marzo 2014, so che devo onorare la memoria di Philip vivendo una vita piena di amore, speranza e gratitudine. Lui avrebbe voluto che io trovassi la felicità e la pace, e io devo rispettare il suo desiderio.
Così continuo il mio viaggio, portando con me le lezioni apprese dalla perdita di Philip e dall’amore che ancora sento per lui. La vita può essere crudele e imprevedibile, ma ciò che conta veramente è come scegliamo di affrontarla e di abbracciarne ogni sfumatura.
#leggolondra


