L’Incarico di Putin: Una Dichiarazione di Conscienza?
Il 7 maggio 2025, durante un incontro al Cremlino, Vladimir Putin ha stretto la mano al presidente venezuelano Nicolás Maduro. Questo gesto ha assunto una particolare rilevanza dopo gli attacchi aerei statunitensi in Venezuela, che hanno causato almeno 80 vittime e la cattura di Maduro. È pertanto interessante considerare se la risoluzione di Putin per il 2026 consista nel “sviluppare una coscienza”.
In seguito agli attacchi, il Cremlino ha sollecitato il rispetto delle norme legali internazionali, in particolare della Carta delle Nazioni Unite. Tuttavia, l’alto tono morale di questa richiesta è difficile da sostenere, considerando che il governo russo ha a lungo trattato i confini come linee tracciate a matita, non solo in Ucraina ma anche in Georgia.
Il Ministero degli Affari Esteri russo ha rilasciato una dichiarazione: “Riaffermiamo la solidarietà incondizionata della Russia con il popolo e il governo venezuelano”. Hanno augurato successo al “presidente autorizzato” del Venezuela, Delcy Rodríguez, nella risoluzione delle sfide che affronta la Repubblica Bolivariana, esprimendo disponibilità a continuare a fornire supporto necessario al Venezuela amico. Inoltre, hanno insistito sul fatto che il Venezuela deve avere il diritto garantito di determinare il proprio destino senza interferenze distruttive dall’esterno.
Nella dichiarazione si sottolinea anche l’importanza di mantenere l’America Latina e i Caraibi come “zona di pace”, garantendo la sovranità dei paesi della regione. Ma queste affermazioni sollevano interrogativi legittimi sull’integrità della Russia nel sostenere tali principi.
Nei giorni scorsi, Vasily Nebenzya, rappresentante permanente della Russia presso le Nazioni Unite, ha chiesto anch’esso la liberazione di Maduro. “In considerazione delle informazioni confermate riguardo alla presenza del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie negli Stati Uniti, in particolare a New York, esortiamo la leadership americana a rilasciare immediatamente il presidente di un paese indipendente e sua moglie”, ha dichiarato.
Qual è la relazione della Russia con il Venezuela?
Storicamente, la relazione tra la Russia e l’America Latina si è concentrata principalmente su alleati rivoluzionari, come Cuba e Nicaragua, durante la Guerra Fredda. Le relazioni sovietico-venezuelane, invece, rimasero relativamente moderate. Solo dopo il crollo dell’Unione Sovietica, il Venezuela emerse come partner cruciale per la rinascita geopolitica della Russia nel periodo post-Guerra Fredda.
Sotto Putin, i due paesi hanno forgiato una partnership strategica, condividendo legami energetici e cooperazione militare. Oggi, il Venezuela è generalmente visto come l’alleato commerciale e militare più importante della Russia nella regione.
Tuttavia, Putin deve ora affrontare un attento bilanciamento, considerando le ramificazioni geopolitiche che potrebbero scaturire dalla sua relazione con Trump. Ha perso un alleato in Maduro, che ha sostenuto la piena invasione dell’Ucraina. Attualmente, il futuro delle partecipazioni energetiche della Russia nel paese, che dispone delle più grandi riserve di petrolio provate al mondo, sembra dipendere dalle mani di Trump.
Questa situazione complessa sottolinea la fragilità delle alleanze internazionali e la necessità di Putin di navigare con cautela le acque turbolente della politica mondiale. L’unica certezza è che il percorso della Russia in America Latina, e in particolare verso il Venezuela, è ora ricoperto da incertezze, ponendo interrogativi sul reale impegno di Putin nell’aderire ai principi di sovranità e autodeterminazione.
In questo contesto, la questione centrale rimane: potrà realmente la Russia mantenere una posizione etica nel sostenere il Venezuela, o si tratta solo di una strategia per preservare i propri interessi geopolitici? Con il mondo in attesa di nuove mosse, la risposta a questa domanda potrebbe avere conseguenze ben oltre i confini di questi due paesi.
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