Papa Pio XII, durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale, ha ricevuto informazioni dettagliate da un prelato di fiducia secondo le quali fino a 6.000 ebrei venivano gassati ogni giorno nella Polonia occupata dai tedeschi, come suggerisce una lettera appena scoperta.
I documenti provenienti dagli archivi segreti del Vaticano sono stati pubblicati questo fine settimana sul quotidiano italiano Corriere della Sera.
Questi documenti alimentano ulteriormente il dibattito sul lascito di Pio XII e sulla sua campagna di beatificazione ormai bloccata, il primo passo per diventare santo.
Gli storici sono a lungo divisi sulle azioni di Pio XII: mentre i sostenitori insistono sul fatto che abbia utilizzato una diplomazia discreta per salvare vite ebraiche, i critici sostengono che sia rimasto in silenzio mentre l’Olocausto imperversava.
Corriere ha riprodotto una lettera datata 1942, scritta da un prete gesuita tedesco di fiducia al segretario di Pio XII, un altro gesuita tedesco di nome Robert Leiber. Questa lettera fa parte di un libro imminente sui file appena aperti del pontificato di Pio XII, scritto da Giovanni Coco, un ricercatore e archivista negli Archivi Apostolici del Vaticano.
Il ricercatore ha dichiarato al giornale che questa lettera è significativa perché rappresenta una corrispondenza dettagliata sull’eliminazione nazista degli ebrei proveniente da una fonte ecclesiastica informata in Germania, che faceva parte della resistenza cattolica anti-Hitler ed era in grado di ottenere informazioni altrimenti segrete e consegnarle al Vaticano.
La lettera del sacerdote, il reverendo Lothar Koenig, rivolta al segretario di Pio XII, il reverendo Robert Leiber, è datata 14 dicembre 1942.
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