Gli uomini ultra-ortodossi in Israele saranno costretti a prestare servizio militare nell’esercito del Paese dopo una decisione controversa della Corte Suprema.
La Corte Suprema del Paese ha stabilito oggi all’unanimità che tutti coloro che hanno compiuto 18 anni devono arruolarsi nelle Forze di Difesa Israeliane (IDF), o completare quattro mesi di servizio nazionale obbligatorio.
Questa decisione esplosiva sembra destinata a porre fine a una regola oscura risalente alla fondazione del Paese nel 1948, che concedeva un’esenzione dall’arruolamento obbligatorio agli ebrei ultra-ortodossi, noti come hasidici o haredim.
La regola era inizialmente pensata per permettere agli uomini hasidici di dedicare la propria vita allo studio religioso.
Tuttavia, questa esenzione è da tempo impopolare tra la maggioranza ebraica secolare di Israele, molti dei quali ritengono di dover sopportare un’iniqua responsabilità nella protezione del Paese.
D’altro canto, i leader ultra-ortodossi sostengono che il servizio militare sia in conflitto con i loro doveri religiosi.
Il ministro del governo Yitzhak Goldknopf, che guida uno dei partiti ultra-ortodossi nella coalizione di governo di Israele, ha definito la decisione “sfortunata e deludente”.
La decisione della Corte Suprema rappresenta un punto di svolta significativo nel panorama politico e sociale di Israele. L’esenzione dall’arruolamento militare per gli uomini ultra-ortodossi è stata a lungo un argomento controverso nel Paese, diventando una questione di vivace discussione e dibattito tra diverse fazioni della società israeliana.
Gli ultra-ortodossi, rappresentati in maggioranza dai hasidici e haredim, hanno sostenuto per anni il loro diritto all’esenzione dal servizio militare in quanto contraria alla loro fede religiosa. Molti di loro credono che il tempo dedicato allo studio della Torah e delle tradizioni religiose abbia un valore superiore rispetto alla partecipazione alle attività militari.
D’altro canto, i secolari e i non ortodossi in Israele hanno spesso guardato con sospetto questa esenzione, considerandola una discriminazione nei confronti di coloro che invece sono chiamati a servire nel IDF. Molti si sono lamentati del carico aggiuntivo che grava sulle loro spalle e sulla loro responsabilità nell’assicurare la sicurezza e la difesa del Paese.
La Corte Suprema, con la sua decisione di rendere obbligatorio il servizio militare per tutti, ha risposto a queste preoccupazioni e ha ribaltato una prassi che è durata per decenni in Israele.
La reazione alla decisione della Corte Suprema è stata rapida e intensa. Mentre molti secolari e non ortodossi hanno accolto con favore la decisione come un passo verso una maggiore giustizia e uguaglianza nel Paese, gli ultra-ortodossi hanno espresso delusione e rabbia per ciò che considerano un attacco alla loro libertà religiosa e al loro stile di vita.
Le tensioni tra le varie comunità in Israele sono aumentate a seguito di questa decisione, con manifestazioni e proteste che hanno coinvolto gruppi di entrambe le fazioni. Alcuni ultra-ortodossi hanno minacciato di disobbedire alla legge e di rifiutarsi di arruolarsi nell’IDF, mettendo così in discussione l’applicazione pratica della decisione della Corte Suprema.
Alcuni leader politici e religiosi ultra-ortodossi hanno già annunciato che presenteranno ricorsi contro la decisione della Corte Suprema, nella speranza di ottenere un’inversione della sentenza o di trovare una soluzione alternativa che tenga conto delle preoccupazioni della comunità ultra-ortodossa.
Allo stesso tempo, molte organizzazioni e gruppi della società civile hanno accolto con favore la decisione della Corte Suprema come un passo avanti verso una maggiore integrazione e coesione sociale nella società israeliana.
L’impatto della decisione della Corte Suprema sull’Israele contemporaneo è destinato a essere notevole, influenzando la politica, la società e la religione nel Paese per anni a venire. La fine dell’esenzione dall’arruolamento militare per gli ultra-ortodossi segna un nuovo capitolo nella storia di Israele, sfidando le convenzioni e le strutture precedenti e aprendo la strada a una maggiore inclusione e uguaglianza nella società israeliana.
Mentre le divisioni e le tensioni tra le varie comunità religiose ed etniche del Paese continueranno probabilmente a persistere, la decisione della Corte Suprema rappresenta una pietra miliare nel cammino verso una società più equa, pluralista e inclusiva in Israele.
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