Questo è il momento inquietante in cui un caccia russo ha “colpito” un secondo drone statunitense in Siria in 24 ore.
Le riprese mostrano l’aereo che vola a pochi metri dal MQ-9 Reaper, illuminandolo e danneggiandolo, in quello che è il sesto incidente segnalato questo mese.
La Casa Bianca ha annunciato l’attacco mercoledì, aggiungendo che i caccia russi sono volati pericolosamente vicino ad aeromobili statunitensi pilotati e non, mettendo a rischio gli equipaggi.
Due funzionari statunitensi, che non hanno voluto rivelare il proprio nome, hanno confermato che il colpo ha colpito e danneggiato il drone.
Ma la Casa Bianca non ha fornito ulteriori dettagli sull’incidente o su come intende rispondere all’aggressione russa.
“Abbiamo visto i rapporti, i primi rapporti, di un secondo aereo caccia russo questa settimana che vola pericolosamente vicino al nostro drone”, impegnato in una missione per contrastare i militanti dello Stato Islamico in Siria, ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre.
Ha detto che l ‘”avvicinamento e il dispiegamento di segnalatori da parte della Russia sui nostri droni durante una missione di routine” violano le norme internazionali.
Russi aggressivi nei confronti dei droni statunitensi
Questi ultimi incidenti sottolineano la crescente tensione tra Russia e Stati Uniti in Siria. Le relazioni tra i due paesi sono da tempo tese, ma l’aggressione russa verso i droni statunitensi rappresenta un pericoloso sconfinamento.
La Russia ha sostenuto di aver volato “in prossimità ” dei droni statunitensi per “raccogliere informazioni”. Tuttavia, questa spiegazione non è stata accettata dagli Stati Uniti, che ritengono che i russi stiano mettendo a repentaglio la sicurezza delle loro operazioni.
L’uso di segnalatori da parte della Russia è particolarmente preoccupante. I segnalatori vengono solitamente utilizzati per distrarre i missili o gli aerei di combattimento che si avvicinano all’aeromobile, ma il loro utilizzo contro un drone dimostra una volontà di provocazione e aggressione.
Le conseguenze diplomatiche
La Casa Bianca non ha ancora annunciato come intende rispondere all’aggressione russa. Tuttavia, questa serie di attacchi mette a dura prova le relazioni e potrebbe portare a un deterioramento delle stesse.
Gli Stati Uniti potrebbero considerare azioni diplomatiche, come l’espulsione di diplomatici russi o l’imposizione di sanzioni economiche. Inoltre, potrebbero intensificare le misure di sicurezza per proteggere i propri droni e piloti.
Gli incontri bilaterali tra i due paesi potrebbero anche essere messi in discussione, poiché gli Stati Uniti potrebbero ritenere che la Russia non sia pronta a impegnarsi in un dialogo significativo.
Le implicazioni per la sicurezza
L’aggressione russa verso i droni statunitensi ha implicazioni significative per la sicurezza delle operazioni americane in Siria. Se i russi continuano a volare vicino ai droni, potrebbero verificarsi incidenti potenzialmente fatali.
Inoltre, la presenza russa in Siria è già complicata, con la Russia che appoggia il regime di Bashar al-Assad e gli Stati Uniti che sostengono le forze anti-Assad. Questa aggressione potrebbe destabilizzare ulteriormente la situazione e portare a un escalation delle ostilità .
Le organizzazioni internazionali, come le Nazioni Unite, dovrebbero intervenire per mediare tra i due paesi e cercare di ridurre le tensioni. Tuttavia, non è chiaro se la Russia sia disposta a impegnarsi in un tale processo o se preferisca continuare la sua azione aggressiva.
Conclusioni
L’aggressione russa verso i droni statunitensi rappresenta un grave pericolo per la sicurezza delle operazioni americane in Siria. La Casa Bianca dovrà prendere azioni concrete per proteggere i propri droni e piloti e per cercare di facilitare una soluzione diplomatica al problema.
È fondamentale che la Russia comprenda l’importanza di rispettare le norme e le regole internazionali e di evitare comportamenti provocatori e aggressivi. Solo attraverso il dialogo e la cooperazione potremo evitare un’escalation delle ostilità e preservare la sicurezza delle operazioni in Siria.
#leggolondra


