Eruzione del Vulcano Hayli Gubbi in Etiopia: Un Evento Raro e Drammatico
Questa settimana, il vulcano Hayli Gubbi in Etiopia, rimasto inattivo per circa 10.000 anni, è tornato in vita con un’imponente eruzione. Questo evento ha devastato alcuni villaggi nelle vicinanze, causando l’interruzione di voli a causa delle colonne di cenere che hanno compromesso i percorsi aerei ad alta quota. Nella regione di Afar, i villaggi del distretto di Afdera sono stati coperti da uno strato di cenere, lasciando i residenti in difficoltà , con tosse e problemi di approvvigionamento di cibo e acqua per il bestiame. Da martedì, sembra che l’attività vulcanica si sia attenuata, mentre il fenomeno drammatico è stato monitorato anche dal satelliti in orbita terrestre.
Cosa è successo?
Secondo il Centro di Monitoraggio delle Ceneri Vulcaniche di Tolosa (VAAC), l’eruzione di Hayli Gubbi è avvenuta intorno alle 8:30 UTC della domenica. L’attività esplosiva ha continuato per tutta la mattina e il primo pomeriggio, con colonne di cenere che hanno raggiunto altezze di 13.7 chilometri. Tuttavia, il VAAC ha riportato che la fase esplosiva sembra aver cessato. Un rapporto di Volcano Discovery ha rivelato che durante l’esplosione, enormi blocchi vulcanici, alcuni stimati attorno ai 100 kg, sono stati lanciati a oltre 50 metri dal cratere, mentre proiettili di dimensioni medie e più piccole sono stati distribuiti oltre questa distanza. Un denso tappeto di cenere e polvere si è esteso su una vasta area, e la cenere fresca aveva un colore marrone scuro.
Un evento senza precedenti
Gli studiosi sottolineano che questa è la prima volta che si registrano eruzioni del Hayli Gubbi nell’epoca dell’Olocene, un’epoca geologica iniziata alla fine dell’ultima era glaciale circa 11.700 anni fa. Di norma, se un vulcano non ha eruttato nell’Olocene, viene considerato estinto. Hayli Gubbi è il vulcano più meridionale della catena montuosa di Erta Ale, situata nella regione di Afar. Questa catena di vulcani fa parte del sistema di rift dell’Africa orientale, dove una placca tettonica che si estende su gran parte dell’Africa si sta dividendo in due.
Nonostante l’attività millenaria del vulcano Hayli Gubbi, il vulcano Erta Ale, dal quale prende il nome la catena, è stato attivo ininterrottamente almeno dal 1967. Solo a luglio, aveva eruttato con una pioggia di cenere. Inoltre, i dati satellitari hanno mostrato un movimento del suolo che indicava un’intrusione di magma dal Erta Ale, spingendo più di 29 km sotto la superficie, sotto Hayli Gubbi.
Monitoraggio dall’alto
L’Agenzia Spaziale Europea ha tracciato la traiettoria dell’eruzione di Hayli Gubbi utilizzando il satellite Copernicus Sentinel-5 Precursor, fornendo immagini che documentano il giorno dell’eruzione e quello successivo. Sono state prodotte due immagini significative. La prima mostra la colonna di diossido di zolfo che si solleva dal vulcano al momento dell’eruzione. Questa colonna ha iniziato a spostarsi verso est, attraversando parti della penisola arabica sud-occidentale. La seconda immagine, catturata il giorno dopo, mostra come la pluma di cenere si è dispersa verso nord-est, lungo le coste dello Yemen, dell’Oman e del mare Arabico.
Fino ad ora non sono stati segnalati feriti o vittime, ma un funzionario locale ha espresso preoccupazione per le conseguenze che l’eruzione potrebbe avere sugli agricoltori e sul bestiame della regione. Mohammed Seid, un amministratore locale, ha dichiarato all’Associated Press che, sebbene non ci siano stati perdite umane o animali, molti villaggi sono stati coperti di cenere, e di conseguenza gli animali hanno difficoltà a trovare cibo.
Conclusioni
L’eruzione del vulcano Hayli Gubbi è un promemoria della potenza e dell’imprevedibilità della natura. Con monitoraggi real-time e il supporto della tecnologia satellitare, gli esperti stanno cercando di comprendere meglio come questi vulcani inattivi possano risvegliarsi improvvisamente, mettendo in risalto la necessità di una vigilanza continua nella regione geologicamente attiva dell’Afar.
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