Un uomo che ha confessato di aver ucciso 42 donne, tra cui sua moglie, negli ultimi due anni è fuggito dalla custodia della polizia in Kenya, hanno riferito i funzionari.
Collins Jumaisi Khalusha – descritto come un ‘vampiro e psicopatico’ – è stato arrestato il 15 luglio dopo che sono stati trovati 10 corpi e molte parti del corpo avvolte in sacchi di plastica nell’area di Kware, a Nairobi.
La polizia ha detto che il trentatreenne ha confessato gli omicidi e lo smaltimento dei resti nel quartiere dei baraccati dove vengono scaricati i rifiuti locali.
Il suo avvocato ha detto ai giornalisti che il suo cliente è stato torturato e costretto a confessare e ha sostenuto di essere innocente.
Era stato tenuto in una cella presso la stazione di polizia, ma oggi è stato confermato che Khalusha e altre 12 persone, tutte provenienti dall’Eritrea, sono fuggite tagliando attraverso un tetto di rete e scalando un muro perimetrale.
La stazione di polizia di Gigiri, dove era detenuto Khalusha, si trova a pochi metri dall’Ambasciata degli Stati Uniti.
Mohamed Amin, il capo della Direzione delle Indagini Criminali, ha dichiarato che l’evasione è stata “sfortunata”.
Questa fuga ha sollevato preoccupazioni per la sicurezza pubblica, in particolare considerando il numero elevato di vittime e la gravità dei crimini commessi da Khalusha. Le autorità stanno ora cercando di rintracciare l’uomo e gli altri fuggitivi per riportarli alla giustizia e garantire che non possano nuocere ad altre persone.
Il caso di Khalusha ha scosso la comunità locale e ha sollevato domande su come un individuo possa commettere tali atrocità . Si tratta di un crimine così orribile e inumano che la gente si chiede come sia stato possibile che una persona come lui sia stata in grado di compiere così tanti omicidi senza essere fermato prima.
Le autorità keniane stanno indagando sulle circostanze della fuga e sulla possibilità di complici interni che potrebbero aver facilitato l’evasione dei detenuti. È evidente che era necessaria un’organizzazione e una pianificazione approfondite per riuscire a scappare dalla custodia della polizia in modo così audace.
Questa fuga solleva anche domande più ampie sulla sicurezza delle prigioni in Kenya e sulla necessità di rafforzare le misure di sicurezza per evitare che episodi simili possano verificarsi in futuro. È fondamentale che le autorità prendano le misure necessarie per garantire che detenuti pericolosi come Khalusha non siano in grado di evadere e mettere a rischio la vita delle persone.
L’evasione di Khalusha mette in evidenza anche la necessità di rafforzare il sistema di giustizia penale in Kenya per garantire che i criminali siano processati in modo adeguato e ricevano le pene che meritano per i loro crimini. È importante che ci sia giustizia per le vittime e che coloro che commettono tali atti ripugnanti siano ritenuti responsabili delle loro azioni.
Le autorità keniane devono fare tutto il possibile per catturare Khalusha e gli altri fuggitivi e riportarli alla giustizia. È fondamentale che vengano adottate misure urgenti per garantire che crimini di questa gravità non restino impuniti e che coloro che li commettono siano assicurati alla giustizia.
La fuga di Khalusha è un evento scioccante che ha scosso la nazione e ha sollevato importanti questioni sulla sicurezza pubblica e sul sistema di giustizia penale in Kenya. È importante che le autorità agiscano prontamente per affrontare queste problematiche e garantire che episodi come questo non possano ripetersi in futuro.
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