Il padre di Baby P, che è stato torturato a morte nel 2007, afferma di essere ‘felice’ che la mamma del bambino sia stata richiamata in prigione due anni dopo essere stata liberata.
Tracey Connelly, 42 anni, è stata condannata nel 2009 per aver causato o permesso la morte del suo figlio di 17 mesi Peter, che ha subito ferite orribili mentre era sotto la sua custodia nella loro casa a Tottenham, a nord di Londra.
È la seconda volta che è stata richiamata in prigione, dopo essere stata inizialmente liberata e poi rispedita in prigione dieci anni fa.
Il padre di Baby P ha commentato la notizia dicendo: ‘Sono ovviamente felice che sia tornata in prigione. Onestamente, non mi importa di lei; quando sento che le succede qualcosa, mi limito a scrollare le spalle. Per quanto mi riguarda, possa andare all’inferno per quello che ha fatto. Non ha più nulla a che fare con me.’
Una portavoce del Servizio Carcerario e di Probatione ha dichiarato martedì: ‘I detenuti rilasciati in libertà condizionata sono soggetti a condizioni rigorose e non esitiamo a richiamarli in prigione se violano le regole.’
Parlando al Mirror, il padre di Baby P ha detto di essere stato informato del richiamo, ma non del motivo.
Ma ha suggerito che ‘deve essere piuttosto grave’.
La morte di Baby P nel 2007 ha scosso il Regno Unito e ha sollevato interrogativi e critiche sul sistema di protezione dell’infanzia nel paese.
Dopo il processo che ha portato alla condanna di Connelly e dei suoi complici, è emerso che il piccolo Peter aveva subito una serie di abusi e torture incredibili prima di morire.
La violenza che ha subito è stata descritta come tra le peggiori mai viste dagli investigatori e ha portato a una riforma del sistema di servizi sociali britannico.
Dopo essere stata condannata nel 2009, Connelly è rimasta in prigione per un certo periodo prima di essere liberata su libertà condizionata.
Tuttavia, il fatto che sia stata richiamata in prigione per la seconda volta solleva domande sulla sua condotta e sulle decisioni prese dai servizi penitenziari britannici.
Il padre di Baby P, che non può essere identificato per proteggere l’identità del bambino, ha detto di non essere stato informato del motivo del richiamo di Connelly in prigione.
Ma ha espresso soddisfazione per la notizia, affermando che non ha nessuna simpatia per la donna che ha causato la morte di suo figlio.
Dopo il processo del 2009, il padre di Baby P ha dovuto affrontare non solo il dolore della perdita del suo bambino, ma anche l’ira e la disperazione per l’ingiustizia subita.
Ma ha continuato a lottare per far giustizia per il suo bambino e per garantire che Coloro che sono responsabili della morte di Baby P sono stati puniti e che il sistema sia stato cambiato per evitare che simili tragedie si verifichino in futuro.
Il richiamo di Tracey Connelly in prigione potrebbe portare a un ulteriore esame del caso e a una riflessione sulla sicurezza e sulla protezione dei bambini vulnerabili nel Regno Unito.
Mentre il padre di Baby P si rallegra per la notizia, può ancora sentirsi emotivamente coinvolto nel caso e continuare a chiedere giustizia per suo figlio.
L’intera vicenda continua a essere una ferita aperta per molti nel Regno Unito e solleva questioni importanti sulla responsabilità, sulla giustizia e sulla protezione dell’infanzia.
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