La signora Stephanie O’Brien fa una smorfia ricordando il suo primo mammogramma. Si era svolto agli inizi degli anni Ottanta, dopo che aveva trovato un nodulo che fortunatamente si rivelò non preoccupante. Durante la procedura veniva utilizzata una macchina fredda e scomoda per “schiacciare” il suo seno, come una morsa.
I mammogrammi erano diventati la norma solo un decennio prima, dopo che uno studio innovativo del 1966 ne aveva evidenziato l’impatto. La ricerca ha dato ragione ai professionisti sanitari che da tempo si battevano per il loro utilizzo.
Sebbene lo studio rappresentasse un grande passo avanti per migliorare la salute delle donne, la macchina per il mammogramma da esso ispirata aveva un aspetto molto diverso da quella che conosciamo oggi.
La tecnologia richiedeva molta abilità per essere utilizzata e si diceva che fosse delle dimensioni di un “toro adulto”.
Data la scomodità e il dolore del suo primo mammogramma, Stephanie ha rifiutato di farne un altro per decenni, anche quando le lettere che la invitavano a farne uno sono iniziate ad arrivare nella sua cassetta delle lettere una volta compiuti i 50 anni.
Parlando nel podcast del quotidiano Metro intitolato “Dawn Butler Mammograms and Me”, ha ricordato: “Ne avevo fatto uno nei cosiddetti ‘vecchi tempi’ quando la procedura era davvero dolorosa.
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