La Scomparsa delle Tendopoli a Tottenham Court Road: Un Cambiamento Controverso
Di fronte all’Heals Building, nel cuore di Londra, circa 25 persone si preparano per la notte. Ogni sera, intorno alle otto, una fila di tende si installa sotto gli archi di pietra di questo storico edificio di 12.500 metri quadrati. Qui, i senza tetto trovano un riparo provvisorio, avvalendosi di un rigido contratto sociale: smontare tutto entro le 8 del mattino, mantenere un comportamento amichevole e non lasciare oggetti dietro di sé.
Tuttavia, dopo circa 15 anni, il panorama è cambiato radicalmente. Sotto le volte dell’Heals, dove una volta si trovavano le tende, sono stati collocati dei vasi da fiori, parzialmente protetti dal vento e dalla pioggia. Anche se inizialmente possono sembrare semplici decorazioni, alcuni osservatori considerano questi vasi l’ultima forma di architettura ostile verso i senzatetto, denominata “verde ostile” dal gruppo Streets Kitchen.
Tony Long, uno dei senza tetto che dorme lì dal 2018, ha dichiarato: “Questo è solo un altro esempio della tendenza che stiamo osservando. In nessun luogo si può sembrare di incoraggiare il campeggio all’aperto.” La situazione è stata ulteriormente complicata dalla notizia che il gruppo ha avuto un preavviso di un solo giorno prima che i vasi venissero installati. “Sembra poco tempo, ma per noi è considerato ‘molto generoso'”, ha detto Tony con un sorriso, aggiungendo che “Heals ci ha dato più avviso di molti altri posti”.
Un assistente di Heals ha offerto bevande calde al gruppo la mattina in cui il Metro li ha visitati, segno di un’umanità che cerca di mantenere un legame con i senza tetto. Non solo i dipendenti dello store, ma anche i netturbini e il personale della caffetteria Costa Coffee situata dall’altra parte della strada hanno instaurato una relazione amichevole con le persone che dormono all’aperto. “È così importante per la tua salute mentale avere un contatto regolare,” ha spiegato Tony. “Ci si sente più al sicuro, dormendo in un grande gruppo con altri che si prendono cura di te.”
Heals ha dichiarato al Metro: “Comprendiamo che si tratta di una questione complessa e delicata, e ci avviciniamo a essa con attenzione e compassione. L’introduzione dei vasi non intende ignorare questa sfida, ma equilibrare le esigenze dei nostri clienti, degli inquilini dell’Heals Building e della comunità più ampia.”
Passeggiando rapidamente nella zona di Tottenham Court Road, si possono osservare diverse aree precedentemente occupate dai senzatetto ora sostituite da oggetti innocui. Dall’altra parte della strada, un insieme casuale di grandi vasi neri si trova all’ombra, coprendo un’area che in passato era un luogo di accampamento. Davanti all’Università Collettiva di Londra, i portabici sono stati posizionati dove un tempo si trovavano le tende, e in un episodio scioccante nel 2023, queste tende sono state schiacciate in un contenitore della spazzatura.
In un angolo, vicino a un’area di sosta per ambulanze, una lunga fila di ripari per grandi bidoni della spazzatura è stata eretta. Mentre i bidoni possono rimanere al caldo e all’asciutto, le tende che una volta occupavano quel posto sono state costrette a spostarsi. Un portavoce dell’ospedale UCLH ha affermato: “Nell’ambito del nostro impegno per la sostenibilità, incoraggiamo attivamente il personale e i pazienti a percorrere itinerari con minori emissioni di carbonio. L’aggiunta di rastrelliere per biciclette è solo una delle iniziative per rendere questo possibile.”
Questa situazione solleva interrogativi critici sul modo in cui le città affrontano la questione dei senzatetto. Con le misure sempre più restrittive, risulta evidente che la tendenza è quella di rendere invisibile un problema complesso piuttosto che affrontarlo direttamente. La relazione tra la comunità e coloro che vivono all’aperto rimane fragile e complessa, con la necessità di un dialogo aperto e umano per trovare soluzioni durature.
Anche se le misure adottate possono sembrare un tentativo di mantenere le città belle e curate, è altrettanto importante considerare le vite che si nascondono dietro queste scelte politiche e urbanistiche. La sfida è ora quella di trovare un equilibrio che possa soddisfare le esigenze di tutte le parti coinvolte.
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