La crisi a Gaza: La risposta di Hamas al piano di Trump
Un forte fumo si leva su Gaza City in seguito a un attacco militare israeliano, mentre la regione è immersa in un conflitto a lungo termine. Il gruppo terroristico Hamas ha dichiarato la sua volontà di liberare tutti gli ostaggi detenuti nella Striscia di Gaza in risposta a un ultimatum di Donald Trump.
Hamas ha affermato di aver accettato alcuni punti del piano di Trump per porre fine alla guerra in corso con Israele, inclusa la rinuncia al potere e la liberazione di tutti gli ostaggi rimanenti. Tuttavia, il gruppo ha anche specificato che altre richieste del piano dovrebbero essere decise in base a una “posizione palestinese unanime” raggiunta con le altre fazioni e in conformità con il diritto internazionale.
Non è ancora chiaro come reagiranno Israele e gli Stati Uniti a questa parziale accettazione del piano, dopo che Trump ha promesso che “tutto l’inferno” si scatenerebbe contro Hamas se non accettassero il suo piano entro domenica sera. Un funzionario di Hamas ha dichiarato che il gruppo non si disarmerebbe “prima della fine dell’occupazione israeliana”, rifiutando una delle richieste del piano di Trump. Tuttavia, Hamas ha espresso apertura a cedere il potere a un organismo palestinese politicamente indipendente e a rilasciare gli ostaggi secondo la “formula” prevista dal piano.
Oltre un milione di Palestinesi sono stati uccisi durante il conflitto, ed è evidente che la situazione richiede una soluzione urgente. Oggi, Trump ha minacciato di inseguire e uccidere eventuali membri rimanenti di Hamas se non accettano il suo accordo di venti punti. Attraverso il suo account su Truth Social, ha esortato gli innocenti palestinesi a lasciare immediatamente le aree del conflitto per cercare rifugio in parti più sicure di Gaza.
Trump ha detto: “Fortunatamente per Hamas, tuttavia, avranno un’ultima chance! Grandi, potenti e molto ricche nazioni del Medio Oriente, insieme agli Stati Uniti d’America, hanno convenuto, con Israele, di raggiungere la pace dopo 3000 anni nel Medio Oriente.”
Il piano di Trump richiede a Hamas di liberare tutti gli ostaggi, di lasciare il potere a Gaza e di disarmarsi in cambio del rilascio di prigionieri palestinesi e della cessazione delle ostilità . Tuttavia, la proposta non include un percorso verso uno stato palestinese.
Le proposte di Trump per Gaza
In una conferenza, Trump e il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu hanno delineato il piano di venti punti per Gaza. Ecco alcuni punti salienti:
- Gaza diventerà una zona de-radicalizzata, priva di terrorismo.
- Sarà riqualificata per il bene della popolazione che ha sofferto.
- Se entrambi i lati accettano, la guerra terminerà immediatamente e le forze israeliane si ritireranno.
- Tutti gli ostaggi, vivi o morti, saranno restituiti entro 72 ore dall’accettazione pubblica dell’accordo da parte di Israele.
- Dopo il rilascio degli ostaggi, Israele libererà 250 prigionieri condannati a vita, più 1.700 gazani detenuti.
Il piano sembra promettere l’arrivo rapido e indiscusso di aiuti umanitari a Gaza, e propone una governance temporanea di un comitato palestinese tecnico-apolitico. Trump ha anche previsto un piano di sviluppo economico per Gaza, convocando esperti che hanno già contribuito al successo di città moderne nel Medio Oriente.
Risposta di Hamas e della comunità internazionale
Un alto funzionario di Hamas ha riferito all’Associated Press che alcuni punti proposti da Trump e Netanyahu sono inaccettabili e devono essere modificati, senza fornire ulteriori dettagli. La risposta ufficiale del gruppo arriverà solo dopo consultazioni con le altre fazioni palestinesi. Hamas ha già comunicato le sue preoccupazioni a Qatar ed Egitto, due mediatori chiave che hanno espresso supporto per il piano, sebbene con alcune riserve.
La crisi attuale è stata segnata da attacchi devastanti che hanno visto la morte di 1.200 persone durante l’operazione condotta da Hamas contro Israele lo scorso 7 ottobre. Anche se la maggior parte degli ostaggi è stata liberata in base a precedenti accordi di cessate il fuoco, 48 sono ancora detenuti a Gaza, con circa 20 considerati da Israele ancora vivi.
Il conflitto ha causato oltre 66.000 vittime palestinesi e quasi 170.000 feriti, lasciando una vasta area sotto governanza internazionale nella speranza di ricostruire Gaza e promuovere una pace duratura.
In conclusione, i prossimi passi da compiere da parte di Hamas e della comunità internazionale saranno cruciali per determinare se il piano di Trump possa davvero portare a una risoluzione del conflitto in corso o se, al contrario, si assisterà a un ulteriore aggravamento della situazione.
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