Una bottiglia di farina, un cappello da soldato, una matita molto usata. Oggetti di tutti i giorni che si trovano sospesi nello spazio e nel tempo, congelati in cubi trasparenti in due musei di Kiev e Lviv.
Questi oggetti banali fungono da esposizioni contemporanee; ricordi di vite perse e famiglie distrutte in Ucraina.
Gli oggetti fanno parte del progetto Frammenti di Guerra, che offre una potente rappresentazione visiva dell’impatto della guerra sulla vita delle persone. Ogni cubo rappresenta una storia di sopravvivenza, catturando le esperienze personali di coloro che ne sono stati colpiti.
300 oggetti sono stati prelevati dalle città e dai villaggi liberati in Ucraina, territori che hanno subito maggiormente, e ognuno, immerso in resina epossidica, è accompagnato da una storia unica sugli orrori della guerra. Tra di essi un paio di calzini per bambini, un’artiglieria trovata in un giardino privato e una piccola bandiera ucraina.
Con i cubi che verranno infine messi all’asta, i fondi raccolti andranno ai bambini e ai soldati feriti nel conflitto.
Tetyana Fiks, una delle co-fondatrici della mostra, racconta a Metro.co.uk: “Questo progetto significa molto per le persone.
“Capisce tutti cosa ci raccontano queste storie. Quando vivi in Ucraina e hai attacchi missilistici quasi ogni giorno, tutte le parti dell’Ucraina lo sentono. La guerra è dentro ognuno di noi”.
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