La Scoperta di un Affresco di Gesù Senza Barba in Turchia
Una scoperta straordinaria è avvenuta in Turchia: un affresco che ritrae Gesù senza barba è stato trovato in un antico artefatto cristiano. L’opera d’arte rappresenta Gesù come il “Buon Pastore”, con tratti estetici romani, e la sua scoperta si è realizzata nel mese di agosto all’interno di una tomba sotterranea situata nei pressi di Iznik, una città nel nord-ovest del paese. Quest’area è storicamente importante perché qui fu formulato il Credo di Nicea nel 325 d.C., un documento fondamentale della fede cristiana, nonché parte dell’Impero Romano.
Questo periodo storico è caratterizzato da una persecuzione diffusa dei cristiani, rendendo la scoperta ancora più significativa, poiché offre un’importante visione delle pratiche di fede dei primi seguaci di Cristo. L’affresco mostra Gesù come un uomo giovane, senza barba, vestito con una toga e che porta una capra sulle spalle. I ricercatori sottolineano che questo è uno dei rari esempi in Anatolia in cui Gesù è rappresentato con attributi visibilmente romani.
Il tema del Buon Pastore è un simbolo di fede che esprime protezione, salvezza e guida divina, prima che la croce fosse adottata come simbolo universale del cristianesimo. Nonostante il suo ruolo centrale nei primi anni del cristianesimo, sono stati trovati solo pochi esemplari del Buon Pastore in Anatolia, e quello rinvenuto nel villaggio di Hisardere è il meglio conservato.
Il principale archeologo, il dottor Gulsen Kutbay, ha descritto l’opera come probabilmente “l’unico esempio del suo genere nella regione”. Le pareti e il soffitto di questa tomba angusta presentano ulteriori motivi di uccelli e piante. Ci sono anche ritratti di uomini e donne nobili, accompagnati da schiavi assistenti.
In aggiunta, sono stati rinvenuti i resti scheletrici di cinque individui. Tuttavia, a causa delle scarse condizioni di conservazione, non è stato possibile determinare l’età di due di essi, mentre gli altri erano due giovani adulti e un neonato di sei mesi. Questa scoperta offre un’importante occasione di riflessione sulla vita e sulla morte nel contesto dell’antica comunità cristiana.
L’archeologo del Museo di Iznik, Eren Erten Ertem, ha affermato che gli affreschi mostrano “una transizione dal tardo paganesimo al cristianesimo primitivo, rappresentando i defunti accompagnati verso l’aldilà in modo positivo e consono.” Il mese scorso, Papa Leone XIV ha visitato Iznik per celebrare il 1.700° anniversario del Concilio di Nicea, che ha prodotto una dichiarazione di fede ancora recitata da milioni di cristiani oggi.
Durante la visita, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha presentato a Papa Leone un dipinto di ceramica raffigurante la scoperta del Buon Pastore. L’Anatolia ha testimoniato importanti momenti della storia cristiana: San Paolo nacque a Tarsus, San Giovanni trascorse gli ultimi anni nella città di Efeso, e la Vergine Maria potrebbe aver vissuto i suoi ultimi giorni nei dintorni della stessa città .
Questa scoperta non solo arricchisce il panorama archeologico, ma offre anche un profondo collegamento alla storia della fede cristiana e alla sua evoluzione nel corso dei secoli. La presenza di elementi chiaramente romani nell’affresco conferma l’influenza culturale dell’epoca e la diffusione del cristianesimo in una regione in cui ha radici profonde. La figura di Gesù come Buon Pastore continua a rappresentare speranza e guida per milioni, un monito che trascende il tempo e ricorda le origini comuni della fede cristiana in tutto il mondo.
Questo valore storico e culturale della scoperta contribuisce non solo alla comprensione delle origini del cristianesimo, ma anche alla conservazione della memoria collettiva di una religione che ha plasmato la storia in modi innumerevoli.
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