Vigilia emozionale per un uomo congolese deceduto dopo essere stato detenuto dalla sicurezza a Dublino
Martedì scorso, una folla si è radunata nel centro di Dublino per rendere omaggio a Yves Sakila, un uomo congolese di 35 anni deceduto in ospedale dopo un incidente avvenuto fuori da un centro commerciale. Questo tragico evento ha fatto riemergere ricordi dolorosi legati alla morte di George Floyd, suscitando preoccupazioni tra le comunità minoritarie.
La morte di Sakila è avvenuta venerdì pomeriggio, quando è stato trattenuto dagli agenti di sicurezza all’ingresso del negozio Arnotts. Era sospettato di aver rubato alcune bottiglie di profumo. Durante l’intervento della polizia, il 35enne è stato ammanettato mentre gli agenti si occupavano di un pensionato che era rimasto ferito durante il presunto furto.
Un video che documenta ciò che è accaduto ha iniziato a circolare online, suscitando profonde inquietudini tra la popolazione. In questo clip di cinque minuti, si vede Sakila trattenuto a terra da circa cinque persone, mentre gradualmente perde conoscenza. Nonostante le grida e i tentativi di reagire, il giovane non ha più ripreso conoscenza e è deceduto poco dopo il suo arrivo in ospedale.
Il video, descritto da molti come “fortemente inquietante”, ha messo in allerta le comunità locali. Una delle immagini più strazianti mostra un agente di sicurezza che tiene premuto il ginocchio sulla testa di Sakila, costringendolo a mantenere il volto contro il pavimento in una zona affollata del centro commerciale. I passanti, tra cui madri con i loro bambini, osservano inorriditi mentre l’uomo urla aiuto, ma nonostante gli sforzi, gli agenti continuano a tenerlo bloccato.
Dopo oltre tre minuti, quando Sakila sembra non reagire, gli agenti di sicurezza lo rilasciano. Uno di loro alza il cappuccio del suo giubbotto, visibilmente scosso, mentre tenta di contattare qualcuno al telefono. La notizia della sua morte ha fatto il giro della città, e nel giro di poco tempo un gruppo di persone ha iniziato a radunarsi lungo la strada dove è avvenuto l’incidente, portando fiori e rose rosse in segno di lutto.
Durante la vigilia, si sono levati cori di “Giustizia per Yves” e “mai più violenza”, con molti manifestanti che hanno esposto cartelli con la scritta “Le vite nere contano anche qui”. Davanti alla situazione, il Garda Ombudsman, l’ufficio dell’ombudsman per le forze di polizia, sta attualmente esaminando l’incidente, dopo che è stato segnalato dagli agenti coinvolti.
Arnotts ha espresso il suo profondo rammarico per la morte di Sakila e ha confermato di essere impegnato a collaborare con le autorità nell’indagine, avviando anche una revisione con la società di sicurezza coinvolta. Il Taoiseach irlandese, Micheál Martin, ha offerto le sue condoglianze, esprimendo la necessità di un’indagine approfondita, sebbene abbia sottolineato l’importanza di non pregiudicare i risultati. “La gente è chiaramente molto preoccupata per quanto accaduto,” ha dichiarato.
Durante la vigilia, i membri della comunità hanno condiviso il loro shock e la loro indignazione. Chris Kibiadi ha affermato: “Non si tratta solo di colore. Questo potrebbe accadere a chiunque.” Una donna di nome Lolo ha descritto la morte come “dolorosa”, evidenziando che la polizia avrebbe dovuto essere contattata. John Kabongo ha raccontato commosso come i suoi figli siano rimasti spaventati dalla visione del video, chiedendo “Sta davvero accadendo in Irlanda?”
Rappresentanti della comunità hanno chiesto risposte, con Walter Kabangu della Camera di Commercio Congolese in Irlanda che ha dichiarato di essere “shocked e addolorato”. Ha anche affermato che “come comunità, chiediamo giustizia”. L’Irish Network Against Racism (INAR) ha espresso profonda preoccupazione per l’accaduto, esortando a un’indagine completa per mantenere la fiducia nel sistema di giustizia. Arnotts ha concluso: “Nessuna perdita di vita dovrebbe mai essere il risultato di un incidente di sicurezza commerciale.”
L’indagine è attualmente in corso e la comunità continua a chiedere verità e giustizia per Yves Sakila.
#leggolondra


