Figlia negata all’eredità di 1,1 milioni di sterline della madre per mancato “amore e rispetto”

La Battaglia Legale per l’Eredità di 1,1 Milioni di Sterline: Aysel Gencay Contro il Fratello Dogan Halil

Aysel Gencay, una donna di 72 anni, ha recentemente perso una battaglia legale contro suo fratello, Dogan Halil, di 74 anni, riguardante l’eredità di 1,1 milioni di sterline della loro defunta madre. Aysel ha accusato Dogan di aver manipolato e influenzato la madre, convinta che lui l’abbia portata a lasciare ogni cosa a lui, escludendo così i suoi altri due figli.

La madre, Dervishe Halil, emigrò da Cipro a Londra con il marito nel 1952 e morì nel 2021 all’età di 94 anni, lasciando un’ingente fortuna. Negli anni precedenti alla sua morte, Dervishe redasse quattro testamenti, nei quali pianificava di dividere il suo patrimonio in modo equo tra i suoi tre figli. Tuttavia, il testamento finale, redatto nel 2018, stabilì che tutto l’asse ereditario sarebbe andato a Dogan.

Questa decisione ha portato Aysel a intraprendere un’azione legale contro il fratello, il quale era nominato esecutore testamentario. Aysel sosteneva che sua madre non avrebbe mai consapevolmente deciso di lasciare tutto a Dogan. Tuttavia, il giudice ha rigettato le sue accuse, stabilendo che l’ultima volontà di Dervishe fosse valida.

Nel 2015, Aysel ricevette una lettera dalla madre in cui la minacciava di escluderla dal testamento se non si fosse scusata e riconciliata con Dogan, esprimendo “amore e rispetto”. In questa lettera, Dervishe scrisse che le azioni di Aysel avevano distrutto la sua vita e la sua casa, e che Dogan si era sempre comportato bene nei confronti di tutti.

Tre anni dopo, Dervishe decise di escludere Aysel e il suo altro fratello Attila dal suo testamento finale, affermando che nulla era cambiato dal momento in cui scrisse quella lettera. Durante il processo, Aysel accusò Dogan di aver “lavorato” sulla madre per convincerla a trasferire tutte le sue risorse a lui. Inoltre, sostenne che le lettere che esprimevano i motivi della madre fossero originate da Dogan stesso.

L’avvocato di Aysel, Peter John, ha argomentato che il testamento doveva essere dichiarato invalido, sottolineando che Dervishe aveva sempre manifestato il desiderio di trattare i suoi figli in modo equo, coerente con la sua cultura e il suo background religioso. Ha evidenziato come l’ultima volontà fosse stata una sorpresa inaspettata per Aysel, l’unica figlia, e sostanzialmente contraria alla relazione che aveva sempre avuto con la madre.

Aysel, residente in Turchia, ha affermato di essere sempre stata molto legata alla madre e che l’esclusione dall’eredità fosse contraria a tutte le aspettative familiari. Testimoniando in tribunale, ha detto di aver viaggiato più volte da Istanbul per visitare sua madre negli anni precedenti alla sua morte, sostenendo di essere rimasta estremamente vicina a lei per tutta la vita.

Durante il processo, l’avvocato di Aysel ha anche suggerito che la madre non avrebbe potuto scrivere tali lettere senza un “significativo aiuto” e che il linguaggio era sorprendentemente simile a quello delle comunicazioni di Dogan. Tuttavia, il giudice ha osservato che Dervishe si era recata dal suo avvocato di propria iniziativa e sembrava mentalmente lucida e consapevole delle sue azioni. Inoltre, nel corso della consulta, aveva omesso di visitarla o mostrarsi interessati.

Il giudice Mark Raeside KC ha concluso che Aysel si era fissata nel tentativo di dimostrare la malafede del fratello. Ha descritto Dogan come un “figlio devoto” che aveva fatto del suo meglio per curare la madre anziana. Raeside ha affermato che le lettere contestate erano chiare e che Aysel aveva posto domande che erano infondate.

In conclusione, il giudice ha confermato la validità del testamento del 2018, respingendo le affermazioni di Aysel e dichiarando che non c’era stata alcuna malafede da parte di Dogan. La vicenda si chiude con Aysel che non riceverà alcuna parte dell’eredità materna, evidenziando le complessità delle dinamiche familiari e le sfide legali relative alle successioni.

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