Decine di morti nel doppio attacco russo con bombe guidate contro una scuola usata come rifugio di fortuna

Bombe russe su una scuola in Ucraina: almeno 24 morti a Komyshuvakha

Almeno 24 persone sono morte dopo che le forze russe hanno colpito con bombe guidate una scuola nel villaggio ucraino di Komyshuvakha, dove si erano rifugiati civili. Tra le vittime, secondo i servizi di emergenza, ci sono anche due membri di una squadra di soccorso intervenuta sul posto. Le autorità locali hanno riferito che altre 27 persone risultano disperse, mentre i soccorritori cercano di raggiungere chi potrebbe essere rimasto intrappolato sotto le macerie.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che l’edificio era utilizzato per distribuire aiuti umanitari e offriva riparo alla popolazione. In un messaggio pubblicato su Telegram, ha sostenuto che la scuola è stata colpita inizialmente da bombe aeree e che, dopo il primo attacco, è seguito un secondo bombardamento diretto contro le persone nascoste all’interno.

«Dopo il primo attacco aereo, c’è stato un doppio colpo, con altre nove bombe lanciate specificamente contro il rifugio dove le persone cercavano riparo», ha scritto Zelensky. Il presidente ha aggiunto che le forze russe sapevano che gli abitanti rimasti a Komyshuvakha ricevevano aiuti proprio in quel luogo ogni settimana.

«I russi non potevano ignorare che gli abitanti che sono rimasti a Komyshuvakha ricevevano lì assistenza ogni settimana», ha affermato. Zelensky ha definito l’attacco un’ulteriore prova del fatto che Mosca non vuole una de-escalation né una soluzione basata sulla giustizia. Le sue dichiarazioni non sono state accompagnate, nel resoconto, da una risposta russa.

Komyshuvakha si trova a sud-est della città di Zaporizhzhia, capoluogo dell’omonima regione. La segretaria del consiglio comunale, Regina Kharchenko, ha comunicato che 27 persone sono disperse. La polizia regionale ha riferito che agenti e squadre di soccorso stavano cercando di raggiungere i residenti che potrebbero essere sepolti sotto i detriti.

Le immagini diffuse online mostrano macerie annerite e ancora fumanti sparse nell’area colpita. Le operazioni di ricerca si svolgono in un contesto particolarmente pericoloso: oltre a dover verificare la presenza di sopravvissuti, i soccorritori devono lavorare tra edifici danneggiati e detriti. Al momento, le autorità hanno indicato un bilancio di almeno 24 morti, ma il numero potrebbe cambiare con il proseguire degli interventi e l’identificazione delle persone coinvolte.

Il bombardamento è avvenuto un giorno dopo la scadenza di una tregua locale di sei giorni. La pausa nei combattimenti era stata mediata dalla first lady degli Stati Uniti, Melania Trump, con l’obiettivo di consentire l’ingresso di aiuti nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, e di evacuare gli abitanti che desideravano lasciare la zona. Oleshky si trova a sud-ovest di Komyshuvakha. La ripresa degli attacchi dopo la fine della tregua sottolinea la fragilità di accordi limitati nel tempo e circoscritti a singole aree.

Nelle stesse ore, milioni di persone in Ucraina hanno ricevuto sui telefoni un falso allarme che avvertiva di un imminente attacco nucleare russo e del rischio di radiazioni. Il messaggio è stato trasmesso la sera precedente attraverso il sistema nazionale Air Alert, utilizzato per inviare avvisi alla popolazione in caso di pericolo. È arrivato poco prima delle 23 ora locale, le 21 in Italia, e segnalava un possibile attacco con un missile Oreshnik.

L’allerta era scritta in russo, anziché in ucraino, la lingua richiesta per le comunicazioni ufficiali. Un secondo messaggio, diffuso tramite la stessa applicazione, avvertiva inoltre di possibili attacchi radiologici e chimici. Le notifiche si sono rivelate false e hanno provocato confusione in un Paese in cui gli allarmi telefonici fanno parte della vita quotidiana dall’inizio dell’invasione russa.

I due episodi — il bombardamento della scuola e l’avviso ingannevole — si verificano mentre la popolazione civile continua a dipendere dai sistemi di allerta e dai punti di distribuzione degli aiuti per affrontare le conseguenze della guerra. A Komyshuvakha, la scuola era un luogo in cui i residenti potevano trovare assistenza e riparo; ora è il centro di una vasta operazione di soccorso, mentre le famiglie attendono notizie dei dispersi. Le autorità ucraine hanno ribadito la necessità di raggiungere rapidamente chi potrebbe essere ancora vivo sotto le macerie.

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