Ciclista colpisce intenzionalmente una bambina di cinque anni: la controversia legale in Belgio
In un incidente scioccante avvenuto in Belgio, un ciclista è stato ripreso mentre colpiva deliberatamente una bambina di cinque anni, Neia, provocando una serie di eventi legali che hanno catturato l’attenzione dei media. La vicenda si è svolta il giorno di Natale del 2020, mentre Neia e sua madre stavano passeggiando nel riserva naturale di Baraque Michel.
La dinamica dell’incidente
La registrazione effettuata dal padre della bambina, Patrick Mpasa, mostra il ciclista, noto solo come Jacques D, avvicinarsi da dietro mentre suonava il campanello della sua bicicletta. In un momento rapido e angosciante, il ciclista estende il ginocchio colpendo Neia, che viene sbalzata a terra sulla neve gelata. Si può sentire il padre urlare al ciclista mentre prosegue la sua corsa, apparentemente indifferente all’incidente.
Patrick Mpasa ha dichiarato di essere riuscito a fermare Jacques D, ma quest’ultimo non ha mostrato segni di pentimento né si è scusato. Nonostante il padre abbia affermato di non volere una “caccia alle streghe”, la diffusione del video sui social media ha portato a un lungo contenzioso legale.
Il processo e le dichiarazioni
Nell’udienza di febbraio 2021, Jacques D ha sostenuto che l’incidente era avvenuto mentre cercava di mantenere l’equilibrio. Ha dichiarato: “Quando ero vicino alla bambina, ho sentito la ruota posteriore scivolare. Per evitare una caduta, ho bilanciato il corpo con un movimento del ginocchio. Ho avvertito di aver colpito la bambina, ma non mi sono immediatamente reso conto che era caduta.”
Il tribunale ha infine emesso una sentenza che prevedeva una pena sospesa per Jacques D, ritenendo che non avesse avuto l’intenzione di danneggiare la ragazza e che l’incidente fosse di lieve entità . Inoltre, ha dovuto risarcire la famiglia di Neia con una somma simbolica di 1 euro.
Il contrattacco di Jacques D
La situazione si è complicata ulteriormente quando Jacques D ha deciso di fare causa a Patrick Mpasa per diffamazione, affermando di essere riconoscibile nel video. In un primo momento, nel mese di aprile 2023, il tribunale aveva ordinato a Mpasa di risarcire il ciclista con quasi 4.000 sterline. Tuttavia, il tribunale di Liegi ha successivamente annullato questa sentenza, ordinando invece a Jacques D di coprire circa 1.700 sterline di spese legali.
L’avvocato di Mpasa, Jacques Englebert, ha rilasciato un’intervista al Daily Mail esprimendo soddisfazione per il verdetto: “Essenzialmente, il tribunale ha affermato che pubblicare il video era un esercizio di libertà di espressione e non costituiva un reato, quindi la sentenza originale è stata annullata.” Englebert ha inoltre sottolineato che la diffusione del video ha contribuito a un dibattito pubblico significativo riguardo i ciclisti e i pedoni.
Una questione di responsabilitÃ
Questo incidente ha sollevato interrogativi su responsabilità e comportamento negli spazi pubblici. Le immagini del video, ormai virali, hanno suscitato reazioni forti e polarizzate, con molti utenti dei social media che si sono schierati dalla parte della famiglia Mpasa. Le famiglie di ciclisti e pedoni, in particolare, hanno espresso preoccupazione per la sicurezza di entrambi i gruppi nelle aree condivise.
La questione legale rimane complessa, e il dibattito su come trattare casi simili continuerà a svilupparsi. Questo episodio ha messo in luce la necessità di un dialogo costruttivo tra ciclisti e pedoni, affinché possano coesistere in modo sicuro e rispettoso.
Concludendo, il caso di Neia e Jacques D è emblematico delle sfide relative alla sicurezza stradale e della responsabilità personale. La vicenda ci ricorda quanto sia essenziale garantire la sicurezza dei più vulnerabili nel nostro ambiente quotidiano, affinché simili incidenti non si ripetano mai più.
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