Un Caso di Tortura legata alle Criptovalute: L’Incidente di John Woeltz
Un imprenditore di criptovalute, John Woeltz, del valore di 73 milioni di sterline, è stato accusato di avere tenuto in cattività un turista italiano per settimane, sottoponendolo a torture brutali. La vicenda ha avuto luogo a New York, dove Woeltz è stato arrestato dopo che la vittima è riuscita a fuggire dall’appartamento di lusso in Soho in cui era detenuto.
Secondo le autorità, il 37enne Woeltz avrebbe attirato turisti come il malcapitato all’interno di New York, per poi torturarli con l’intento di ottenere accesso ai loro profitti provenienti da investimenti in criptovalute. La vittima, identificata come Carturan, ha riferito che il suo incontro con Woeltz è avvenuto il 6 maggio, quando ha accettato di tornare a casa sua. Una volta nell’appartamento, però, il passaporto del turista è stato sottratto.
Tra le testimonianze di tortura fornite, la vittima ha raccontato di essere stata sospesa sopra una scala di cinque piani, colpita con una pistola, e minacciata di mutilazioni se non avesse fornito le password dei suoi conti in criptovaluta. A rendere la situazione ancora più agghiacciante, la tortura sarebbe stata registrata tramite una macchina fotografica Polaroid. Le autorità hanno rinvenuto immagini del turista legato a una sedia.
Woeltz è stato accusato di aggressione e detenzione illegale, ma ha negato ogni addebito. La sua famiglia, da parte sua, ha dichiarato che l’uomo è “gentile, affettuoso e amante”, ma “controllato da altre persone”. Un parente, parlando con il New York Post, ha sostenuto che Woeltz fosse stato “dirottato e manipolato” e che i suoi soldi fossero stati rubati.
Dopo la fuga dal "casa degli orrori" in cui era stato rinchiuso, la vittima ha chiesto aiuto a un poliziotto nelle vicinanze, che lo ha accompagnato in ospedale. L’arresto di Woeltz è avvenuto poco dopo, con un’unità SWAT che ha fatto irruzione nella residenza di lusso dal valore di 75.000 dollari al mese.
Questo episodio si inserisce in un contesto di crescente violenza legata al mondo delle criptovalute. Solo pochi mesi fa, a febbraio, tre uomini britannici sono stati arrestati in Spagna per il rapimento di un altro operatore di criptovalute. Anche in questo caso, la vittima era stata attirata in un appartamento della Costa del Sol, dove gli era stata richiesta una somma di 30.000 euro in criptovaluta da parte dei suoi clienti, con la minaccia di torture e morte nel caso di rifiuto.
Analogamente, un uomo di Portland, in Oregon, identificato come Jacob Irwin-Cline, ha denunciato di aver avuto oltre 120.000 dollari in criptovalute rubati dopo essere stato rapito e “drogato” da un uomo che pensava fosse il suo autista Uber a Londra. Dopo aver accettato una sigaretta offerta dall’autista, Irwin-Cline è stato colpito da una forte sonnolenza e si è risvegliato un’oretta dopo con la consapevolezza di aver perso il proprio cellulare. Accedendo nuovamente ai suoi conti, ha scoperto che erano stati completamente svuotati dei suoi risparmi.
La vicenda di Woeltz e le altre simili pongono l’accento su una nuova ed inquietante dimensione relativa al settore delle criptovalute. È necessario prestare attenzione a chi ci si avvicina in questo ambiente e soprattutto a chi si affida ai servizi digitali, che si configurano spesso come bersagli vulnerabili di attacchi criminosi.
La speranza è che situazioni come quella di John Woeltz non si ripetano e che le autorità possano intensificare il loro impegno per garantire la sicurezza di tutti coloro che operano in questo campo, preservando i diritti e la dignità delle vittime, e assicurando alla giustizia i colpevoli di tali atrocità.
Se desiderate rimanere aggiornati su queste tematiche, vi invitiamo a seguire le ultime notizie sul nostro sito.
#leggolondra


