Una delle avvocate difensori nel processo in corso per stupro di massa in Francia è stata criticata dai colleghi avvocati dopo aver condiviso un video in cui ballava e cantava online.
Nadia El Bouroumi, 45 anni, è una delle avvocate difensive nel processo contro Dominque Pelicot e altri 50 uomini, accusati di aver violentato la moglie di Pelicot, Giselle, per oltre un decennio.
Pelicot ha ammesso in tribunale di aver ripetutamente tranquillizzato sua moglie e di aver permesso a decine di altri uomini di violentarla dopo averla pubblicizzata su un sito web chiamato ‘Senza il suo consenso’.
El Bouroumi sta rappresentando altri due uomini coinvolti, Omar Douiri e Jean Marc Leloup.
Ma il suo comportamento è stato criticato da altri avvocati sia per il suo comportamento in aula, sia per il suo recente video condiviso sui social media, riporta MailOnline.
Ha pubblicato un video in cui canta e balla insieme alla canzone dei Wham “Wake Me Up Before You Go Go” – e il collegamento tra il ritornello della canzone e le azioni di Pelicot che si riferiscono “alla sottomissione chimica subita dalla vittima” era “difficile da non vedere”, secondo il giornale locale La Provence.
Il video è stato pubblicato in risposta alle critiche sulla sua tecnica in tribunale – dato che El Bouroumi era stata sentita alzare la voce e criticare Giselle mentre seminava dubbi sul suo comportamento sessuale.
L’Ordine degli Avvocati di Marsiglia ha preso atto della controversia e ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che l’avvocato difensore dovrebbe sempre tenere presente il rispetto dovuto alle vittime e ai testimoni.
L’Ordine ha anche sottolineato l’importanza di mantenere un comportamento professionale e rispettoso durante le udienze, al fine di difendere al meglio gli interessi del proprio cliente senza mai compromettere l’integrità del sistema giudiziario.
I colleghi di El Bouroumi hanno espresso preoccupazione per la sua condotta in tribunale e per la pubblicazione del video sui social media, sottolineando che tale comportamento potrebbe danneggiare non solo la sua reputazione professionale, ma anche l’immagine dell’intera professione legale.
Alcuni avvocati hanno sottolineato che la difesa di persone accusate di crimini così gravi richiede un alto livello di rigore professionale e rispetto per le vittime, e che comportamenti inappropriati o irresponsabili da parte degli avvocati potrebbero compromettere l’intera procedura giudiziaria.
El Bouroumi ha risposto alle critiche difendendo il suo lavoro in aula e sostenendo che sta solo facendo il suo lavoro nel migliore dei modi per difendere i suoi clienti.
Ha sottolineato che la sua priorità è garantire un processo equo e giusto per i suoi clienti, senza compromettere la dignità delle vittime o il corretto funzionamento del sistema giudiziario.
L’Ordine degli Avvocati di Marsiglia ha annunciato che indagherà sul comportamento di El Bouroumi e prenderà eventuali misure disciplinari se necessario per garantire il rispetto delle regole professionali e l’integrità del sistema giudiziario.
In conclusione, il caso di Nadia El Bouroumi evidenzia l’importanza di un comportamento professionale e rispettoso da parte degli avvocati difensori, specialmente in casi di così grande rilevanza sociale ed emotiva come il processo per stupro di massa in corso in Francia.
Gli avvocati difensori hanno il dovere etico di rappresentare i loro clienti nel migliore dei modi possibili, rispettando sempre il codice deontologico e il rispetto dovuto alle vittime e ai testimoni, al fine di garantire un processo giusto ed equo per tutte le parti coinvolte.
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