Nuove Progettazioni al Barbican: l’Ufficio di One Silk Street
Il Barbican ha ufficialmente annunciato piani per costruire un nuovo spazio uffici in One Silk Street, un progetto che ha generato notevoli preoccupazioni tra i residenti della zona. Vivere all’interno di uno dei monumenti più iconici di Londra, il Barbican, offre vantaggi ineguagliabili, come giardini privati tranquilli, campi da tennis, bar in loco e servizi di concierge. Inoltre, la posizione centrale del complesso, che ospita circa 2.060 appartamenti, consente un facile accesso ai mezzi di trasporto e a tutte le attrazioni della capitale.
Tuttavia, la vita nel Barbican presenta anche alcune problematiche. Recentemente, i residenti hanno sollevato il velo sulla realtà di vivere in questa struttura brutalista, segnalando bagni senza finestre, cucine datate e l’assenza di controllo individuale del riscaldamento. Oggi, la situazione sembra complicarsi ulteriormente, poiché i proprietari di casa sono furiosi per i piani di costruzione di un nuovo grattacielo di 20 piani di fronte alla loro abitazione.
Cos’è One Silk Street?
Il progetto di One Silk Street è stato discusso per la prima volta nel 2025, quando investitori hanno manifestato interesse a riprogettare un grande edificio per uffici a pochi passi dalla zona residenziale del Barbican. Costruito negli anni ’80, l’edificio era la sede del prestigioso studio legale Linklaters, che attualmente sta trasferendo i propri dipendenti in altre sedi.
La nuova proposta prevede la demolizione dell’edificio esistente per far spazio a uno sviluppo misto, comprendente un’area di uffici di circa 86.000 metri quadrati e nuovi spazi culturali, commerciali e comunitari. Inizialmente, il progetto prevedeva due torri di 20 piani; tuttavia, a seguito delle critiche ricevute dai residenti, il design è stato modificato, riducendo una delle torri a 16 piani.
Perché i residenti del Barbican sono contrari al progetto?
I residenti del Barbican hanno manifestato chiaramente la loro opposizione al nuovo progetto. Durante la fase di consultazione iniziale, è stato effettuato un sondaggio che ha ricevuto 1.850 risposte, di cui 1.000 esplicitamente contrarie ai piani proposti. Uno dei gruppi più attivi nell’opposizione è il Barbican Quarter Action (BQA), un piccolo gruppo di pressione che rappresenta gli interessi dei residenti e delle imprese locali.
Le obiezioni riguardano principalmente questioni come il “rumore”, il “traffico caotico”, i “detriti di costruzione” e il “cambiamento climatico”. Inoltre, i residenti sono preoccupati per l’impatto che il nuovo edificio avrà sull’accesso alla luce naturale, con il BQA che ha descritto il grattacielo come “opprimente” per il Barbican.
Franca Cottafavi, una residente, ha dichiarato che l'”ingombro complessivo” delle torri comporterà “gravi perdite di luce diurna e solare per le abitazioni vicine”, in particolare per quelle che si affacciano su Silk Street e intorno alla Cromwell Tower. Questo tema è già fonte di preoccupazione tra gli abitanti dell’edificio. La scrittrice di design Eleanor Cording-Booth ha condiviso su Substack la sua esperienza di vita nel Barbican, evidenziando che ogni appartamento è privo di finestra in cucina, il che contribuisce a un’atmosfera “buia e simile a un armadio”, e di luce naturale in bagno, rendendo gli spazi “infastiditamente soggetti a muffa”.
Nonostante queste preoccupazioni, il 28 maggio, il Comitato per la pianificazione della Corporation di Londra ha approvato ufficialmente il piano. In risposta, il BQA ha condiviso una dichiarazione su Instagram, denunciando l’approvazione dei piani di Silk Street come “una vergogna” e la “maggiore compromissione della luce diurna e solare residenziale mai approvata dalla città”.
Conclusione
L’azione del Barbican Quarter Action non è nuova; in passato hanno cercato di bloccare i permessi di costruzione per demolire parti del Barbican Estate, citando l’impatto ambientale del progetto. Tuttavia, tali obiezioni sono state infine respinte. Il dibattito su One Silk Street continua a rappresentare un’importante discussione per la comunità, mentre il futuro del Barbican e le sue peculiarità architettoniche restano al centro dell’attenzione pubblica e delle politiche urbanistiche.
#leggolondra


