La Violenza nel Quartiere Residenziale di Jalisco: Il Caso di Nemesio “El Mencho” Osguera Cervantes
La tranquillità del quartiere residenziale di Tapalpa, nel sud del Jalisco, è stata stravolta dalla violenza con la morte di Nemesio “El Mencho” Osguera Cervantes, il leader di un cartello della droga multimiliardario, avvenuta domenica scorsa nella sua abitazione. La casa dove ha trovato la morte, tuttavia, non è affatto lussuosa come si potrebbe immaginare per un criminale di tale calibro.
Situata in un sobborgo poco distante dal centro di Tapalpa, la dimora di due piani presenta un’architettura moderna e si trova in una zona isolata, lontana dal caos del centro abitato. Secondo quanto riportato dal Milenio, l’abitazione era il rifugio scelto da El Mencho, dove è stato sorpreso da un’operazione militare.
Dopo aver tentato la fuga insieme alla sua scorta in un’area boschiva adiacente, il signore della droga è stato colpito e ha successivamente perso la vita a causa delle ferite riportate durante il trasferimento in elicottero verso Città del Messico per ricevere cure mediche.
All’interno della casa, una camera da letto con un materasso king-size e effetti personali in perfetto ordine, come vestiti e articoli da toeletta, sono rimasti praticamente indisturbati. Dettagli come lampadari imponenti, una cucina ben fornita e divani di pelle rivelano il lato più lussuoso della vita di questo criminale, che sembrava apprezzare il comfort e il buon gusto.
Un tavolo all’interno della casa esponeva foto di San Giuda Taddeo e della Vergine di Guadalupe, patrona del Messico, simboli di resilienza nel rifugio del defunto capo cartello.
Nonostante l’aspetto complessivo fosse abbastanza curato, alcuni segni di caos erano evidenti: un sacco di spazzatura nera era sparso in un angolo della casa, e nella zona esterna si notava una pozzanghera di sangue, con detriti e pezzi di legno risultati dalla sparatoria con le forze dell’ordine.
Un vicino, intervistato dal Milenio, ha affermato che il quartiere è prevalentemente abitato da case affittate a turisti, lasciando incerto se El Mencho fosse un residente abituale in quella zona o se stesse solamente affittando l’abitazione.
Con la morte di El Mencho, ci si aspetta che si verifichino tensioni interne per la successione alla guida del Cartello di Jalisco Nuova Generazione. La figura che potrebbe emergere come potenziale leader è Rosalinda González Valencia, conosciuta come “La Jefa”. Ex moglie di El Mencho, la 63enne è considerata un attore chiave nel cartello, grazie alla sua esperienza nel riciclaggio di denaro e alla sua lunga collaborazione con l’ex marito.
El Mencho e Rosalinda hanno tre figli, e dopo la separazione nel 2018, il signore della droga è stato legato a diverse altre compagne. Una delle loro figlie, Jessica Johanna Oseguera Gonzalez, conosciuta come “La Negra”, è già stata incarcerata in passato per riciclaggio di denaro.
Negli ultimi anni, sia Jessica che sua madre hanno mantenuto un profilo basso, ma ora ci sono speculazioni sul potere che Rosalinda potrebbe assumere, specialmente se volesse unirsi a sua figlia. Se le due donne decidessero di collaborare, potrebbero diventare alcune delle “regine narco” più potenti del Messico, complicando ulteriormente la già instabile situazione del cartello.
La saga continue e le conseguenze della morte di El Mencho rimangono da seguire, mentre il Messico osserva con ansia chi assumerà il controllo di una delle organizzazioni criminali più temute del paese. La domanda resta: riusciranno Rosalinda e Jessica a materializzare il loro potere in un contesto già così complesso e pericoloso? Sarà interessante verificare come si svilupperanno gli eventi nei prossimi mesi e come le forze dell’ordine affronteranno le nuove dinamiche interne al cartello.
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