L’esperienza di un ‘strikelist’ a Londra: tra caos e libertÃ
Recentemente ho avuto l’occasione di vivere in prima persona cosa significhi essere uno ‘strikelist’ a Londra. Questa nuova tendenza, emersa a causa degli scioperi della metropolitana, ha attirato su di sé diverse critiche, portando a una certa animosità nei confronti di coloro che utilizzavano le biciclette a noleggio come soluzione di emergenza. Ma cosa c’è di sbagliato nel fare questo? Ho deciso di scoprire il mondo degli ‘strikelist’, ovvero coloro che noleggiano biciclette Lime o Santander solo quando strettamente necessario.
Sinceramente, non posso mai considerarmi un ‘strikelist’, in quanto sono un ciclista appassionato, tipico della compagine in lycra che pedala per circa 25 chilometri al giorno con l’app Strava. Tuttavia, l’idea di provare una nuova esperienza mi ha attratto e ho deciso di mettermi alla prova.
Il mio viaggio da ‘strikelist’ è cominciato con l’abbandonare la mia bicicletta di fiducia a casa e prendere un bike-sharing Santander, spesso chiamata ‘Boris bike’. In un qualsiasi giorno feriale, prendere una bicicletta a Est di Londra era un gioco da ragazzi, senza alcuna competizione per ottenerne una o l’idea di dover rimuovere un pedale per evitarne il furto.
Libertà illusoria
La mattina, partendo verso le 7, ho potuto godere di una piacevole pedalata con un meraviglioso sorgere del sole rosa e arancione alle mie spalle mentre mi dirigevo verso la stazione di Victoria. Tuttavia, questa calma si è trasformata in una zona di guerra non appena ho raggiunto il percorso ciclabile di Victoria Embankment. Le condizioni erano caotiche, con vetri e detriti sparsi ovunque e manovre azzardate da parte dei ciclisti, che sembravano trasformare la strada in un campo di battaglia.
La tipica esperienza londinese non sarebbe completa senza i ciclisti che ignorano i semafori rossi, una vista comune nei pressi del ponte di Westminster e dell’incrocio di Victoria Embankment. Persone e biciclette si muovevano in ogni direzione, mentre il percorso ciclabile si rivelava spesso bloccato, costringendo ciclisti di tutti i livelli a spostarsi sulla carreggiata.
La sfida del noleggio
Una volta arrivato a Victoria, ho restituito la bicicletta senza problemi, provando una sensazione di libertà dal non dover preoccuparmi di lasciare la mia bici legata in strada. Tuttavia, questa libertà è stata di breve durata. Più tardi nel pomeriggio, quando ho tentato di noleggiare un’altra bici, il sistema ha rifiutato il codice di uscita, nonostante il pagamento fosse stato effettuato nei primi cinque minuti. Non sono riuscito nemmeno a contattare il servizio clienti di Santander.
Frustrato e affamato, mi sono diretto verso un’altra stazione di docking, solo per scoprire che il sistema credeva che avessi già una bicicletta in uso, impedendomi di pagare per una nuova. Così, mi sono ritrovato a cercare disperatamente una Lime con la batteria carica, sentendomi un vero ‘strikelist’ mentre osservavo la mia situazione deteriorarsi. Con la batteria del telefono in calo e la fame che insorgeva, finalmente sono riuscito a trovare una sola Lime.
Un mondo di biciclette abbandonate
Mentre pedalavo attraverso la City, ho preso coscienza dell’entità del problema degli ‘strikelist’. Una massa di biciclette elettriche abbandonate nei pressi della Cannon Street costringeva i pedoni a sorbirsi un percorso tortuoso per non inciampare. Mentre alcuni riuscivano a destreggiarsi tra le biciclette, io non potevo fare a meno di sentirmi in colpa. Avevo, in un certo senso, contribuito a questo caos urbano.
Nonostante tutto, l’idea di poter contare su una bicicletta a noleggio è ancora più vantaggiosa rispetto al trovarsi bloccati in un autobus in uno dei giorni di sciopero della metropolitana. Anche se le biciclette a noleggio possono risultare ingombranti e, in alcuni casi, pericolose, pedalare resta un’opzione migliore.
Le risposte di Lime e TfL
In seguito alla mia esperienza, ho contattato Lime e TfL per sapere cosa ne pensassero degli ‘strikelist’. Un portavoce di Lime ha dichiarato che la domanda di biciclette era aumentata del 74% rispetto alla settimana precedente a causa degli scioperi, causando un sovraffollamento in alcune aree, e hanno lavorato per ripulire il disordine. Un portavoce di TfL ha sottolineato l’importanza delle biciclette Santander nel sistema di trasporto di Londra, promettendo di indagare sui problemi riscontrati dagli utenti.
In conclusione, essere un ‘strikelist’, come ho potuto constatare, è un’esperienza confusa e caotica. Si tratta di trovare un equilibrio precario tra pedoni e ciclisti, alimentato dalla disperazione degli utenti in cerca di alternative.
#leggolondra


